Il Tirreno

«In fabbrica dissi: toglieteci la musica»

di Alessandra Vivoli
«In fabbrica dissi: toglieteci la musica»

Le storie da prima linea di tante protagoniste. L’assessore Bernardini: il nostro valore aggiunto? La grande generosità

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CARRARA. C’è Mary, che negli anni Settanta fece una battaglia per far togliere le canzoni di Claudio Villa dalla D’Avenza: «Quella musica continua e il rumore delle macchine ci impedivano di parlare, dopo abbiamo cominciato a lavorare meglio».

E Tilde che, da staffetta partigiana, nascondeva i documenti da portare ai partigiani sotto un cesto di fichi e andava a piedi da Fossola ai Ponti di Vara. C’è Cristina, che con gli screening in ospedale, e la grande sensibilità del suo staff tutto al femminile, aiuta le donne a prendersi cura delle propria salute. E un’altra Cristina che invece cura gli edifici: quelli ad esempio lesionati dagli ultimi terremoti in Emilia. C’è Maura, sociologa, che ha visto il padre, ex operaio di Nca morire di mesotelioma pleurico, la malattia dell’amianto. Da allora ha deciso di fare sua la battaglia per i disastri ambientali, documentando tutto nei suoi filmati, nella terra dei fuochi e, dice, ovunque ce ne sia bisogno. E, infine ci sono le donne pescatrici della cooperativa Mare e Bio che alla premiazione in Comune si sono presentate con i tacchi a spillo: perchè è vero che fanno un mestiere “da uomini”, ma non dimenticano la grazia delle donne.

Tante storie e, soprattutto, una bella emozione in una cerimonia, quella promossa dall’assessore Giovanna Bernardini, in collaborazione con commissione per le Pari Opportunità, che non ha avuto nulla di retorico. Ma un grande momento di condivisione dove le lacrime, quelle dell’assessore Bernardini e di molte delle premiate, sono state autentiche. I premi sono diventati l’occasione per raccontare pezzi di vita, di donne «da prima linea- ha ricordato l’assessore - che hanno il valore aggiunto della generosità».

Mary, che fece togliere la musica alla D’Avenza. Maria, Mary, Paz Almarcegui è spagnola d’origine e carrarese d’adozione. Ha vissuto in prima linea la sua attività di lavoratrice e sindacalista: «Nel 1976 alla D’Avenza eravamo in 500 e il 90% donne - ha ricordato - La mia prima conquista fu spegnere quella musica continua come quella che mettono nelle stalle per far produrre più latte alle mucche. Spento Claudio Villa abbiamo cominciato a parlarci». E Mary ha dedicato il premio alla memoria di Marilina Ulivi (l’insegnante ed ex assessore alla cultura scomparsa): « un punto di riferimento».

Natalia, che con le sue illustrazioni è volata in Francia. È laureata in filosofia e, a 38 anni ha messo a frutto la sua passione. Le sue illustrazioni, poetiche e suggestive, compaiono nel Carrè d’Artistes. «Vado in Francia da undici anni a fare le vetrine natalizie- ha raccontato - Mi trovavo lì anche per fare un dottorato in storia quando ho vinto il concorso per Carrè d’artistes». Da Natalia è arrivato un appello per Carrara: «Io vivo la mia città ed è brutto vedere cinema e teatri chiusi, cerchiamo tutti insieme di fare qualcosa».

Le ragazze del Fiorillo, che vogliono indossare la divisa. Gaia Baccioli, Benedetta Menconi, Maria Teresa Nigro, Elettra D’Aquino e Natasha Cucurnia: le ragazze del Nautico sono state premiate per aver scelto un istituto tradizionalmente maschile sfatando il mito che la marineria sia ambito esclusivo degli uomini. «Il mare è il nostro elemento - ha detto con semplicità Gaia - Vogliamo indossare la divisa, per dimostrare il coraggio delle donne».

Tilde, che del coraggio e del sorriso ha fatto una bandiera. Ha 92 anni, portati con grinta. Continua a insegnare ginnastica e ad impegnarsi, senza risparmio, nell’attività di volontariato. Tilde Tedeschi ha fatto dell’umiltà la sua bandiera. «Dedico il premio a tutte le mamme e le nonne perché il mestiere più difficile è mandare avanti una famiglia».

Tutte le donnep premiate. Ecco l’elenco di tutte le donen premiate: Rosa Maria Galleni Pellegrini (insegnante), Marzia Margherita Dati (insegnante), Natalia Caprili (illustratrice), Alina Gjika (avvocato), le studentesse dell’Istituto Fiorillo, Cristina Tedeschi (ingegnere); Cristina Nicolai (biologa), Maria Rosa Chalà (avvocato), Clotilde Tedeschi (insegnante), Maura Crudeli (ricercatrice), Maria Paz Almarcegui (sindacalista), Cooperativa Femminile Bio & Mare composta da Petrova Radoslava, Tania Maffei, Debora Zaccagna, Lucia Sensini, Letizia Santucci, Cesarina Ciolli, Malgorzata Golecka .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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