Primarie a Casola, tre candidati: la giornata della sfida
Michele Ottolini, Gianpiero Berti e Giuliano Martini: se diventassero sindaci la loro priorità è la ricostruzione post terremoto
CARRARA. Oggi a Casola si volgono le primarie del Pd per la scelta del proprio candidato a sindaco in vista delle elezioni amministrative del 25 maggio prossimo. Tre in lizza: ciascuno di loro, alla vigilia dell’apertura delle urne, ieri ha parlato della situazione del territorio comunale e spiegato, in caso di vittoria alle primarie e poi in caso di vittoria anche alle amministrative, quale sarebbero le proprie priorità di intervento.
Michele Ottolini. 59 anni, ispettore della polizia municipale a Santo Stefano Magra, da 10 anni consigliere comunale a Casola, ed ex assessore al turismo in Comunità montana: «La situazione è cambiata dopo il terremoto, qua c'è ancora gente ospitata da parenti e amici, ci sono borghi ancora quasi impraticabili».
Se vincesse le primerie e poi anche le prossime amministrative e diventasse sindaco? «Prima cosa da fare è la ricostruzione e il recupero della vivibilità del territorio, reperendo risorse. Occorre anche pensare a trattenere i giovani sul territorio, a non farli emigrare: oggi Casola ha un migliaio di abitanti e la maggioranza sono anziani. C'è da rimboccarsi le maniche».
Sulla possibile fusione futura di Casola con un altro comune Ottolini dice: «Scatterà probabilmente entro il 2016, ma per ora è importante mantenere la nostra identità, la pensano così molti abitanti. Se poi saremo obbligati alla fusione, meglio un referendum». Ottolini fa una considerazione, a proposito si accorpamenti, anche sui servizi: «Con l'Unione dei Comuni per ora c'è quello comprensoriale della polizia municipale (sul funzionamento del quale ho qualche perplessità) , mentre per l'accorpamento di altri servizi in Lunigiana come lavori pubblici, scuole, trasporti, ragioneria, pare che slitterà tutto a giugno, cioè dopo le elezioni amministrative».
Gianpiero Berti. 61 anni, pensionato, ex sindaco dal 1982 al 1994. E' segretario del locale circolo Pd. Dopo l’esperienza di dodici anni come primo cittadino di Casola, ci riprova: «Le primarie sono cosa molto concreta, ma dipende da quanta gente verrà a votare e come si orienta». E' la prima volta che avvengono a Casola per le candidature a sindaco.
Se le vincerà e poi fosse anche eletto primo cittadino? «Oltre a pensare ai danni del terremoto, nel mio programma c’è l’impegnato a creare nuovi posti di lavoro, altrimenti i giovani saranno costretti ad andare via e il comune di Casola non avrà un futuro. Occorre recuperare i borghi, favorire la nascita di una cooperativa di servizi che si occupi dell'abbellimento degli spazi pubblici, del miglioramento delle strade, del recupero dei sentieri e del decoro dei cimiteri. Penso anche ad agevolazioni fiscali per le imprese e incentivi finanziari a favore di giovani imprenditori». Altre idee: l’”albergo diffuso” utilizzando abitazioni vuote. Il recupero dei castagneti, insomma iniziative per dare lavoro ai giovani. «Bisogna realizzare la struttura socio sanitaria di Vigneta. Va attivata la centralina idroelettrica di Regnano. Vanno individuati nuovi parcheggi a Casola, Argigliano e Castiglioncello». Sulla fusione. «Noi a Casola cerchiamo mantenere la nostra autonomia finché possiamo».
Giuliano Martini. 65 anni, pensinoato, perito industriale, per 40 anni nel campo dell'ingegneria applicata, ha seguito grandi progetti nel settore costruzioni e dell'alta velocità. Venti anni di lavoro all'estero. «Praticamente ho girato tutto il mondo esclusa l'Australia. Parlo correntemente 4 lingue: oltre all'italiano, l'inglese il francese e l'ebraico avendo lavorato 7 anni in Istraele». Si mette in gioco in politica. Se vince le primarie e poi diventasse sindaco?
«Prima di tutto penserei alla ricostruzione del post terremoto, mi ci sto già dedicando molto essendo portavoce del comitato Rinascita di Casola, nato un anno fa. La popolazione qui è abituata ai sacrifici, sono persone abituate a rimboccarsi le maniche e stiamo riparando le case terremotate, ma ci sono anche i problemi alle chiese e ad altre strutture. Va rimesso in sesto il territorio e poi bisogna ridare vita a Casola dove ogni anno muoiono 30 o 40 persone e non nasce nessuno. Perciò è necessario creare una controtendenza: puntanto sui posti di lavoro che può dare il turismo, tramite consorzi e cooperative. Sfruttando le risorse del territorio. Creando lavoro veramente produttivo. La politica deve aprire la strada e poi quella strada la deve percorrere il cittadino. Non so se mi spiego».
La eventuale fusione con altro comune: «Penso che avverrà, forse il prossimo sarà ultimo sindaco di Casola. Ma sull’ipotsi fusione penso a un’unione verso la Garfagnana, ad esempio con Minucciano: dai Carpinelli a Codiponte è una vallata unica. Fusione con Fivizzano? No grazie».
Cinzia Carpita
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