«Con i miei burattini ho trovato un bel lavoro»
Jonathan Famà si guadagna da vivere facendo divertire grandi e piccini Non solo: per cinquecento euro inventa le storie e le rivende ai giovani colleghi
MASSA. Gioppino, l’orco Pasticcio o Masticabrodo sono personaggi che si è inventato lui, un ragazzone di 31 anni massese che ha sempre avuto, fin da piccolo, la passione per i burattini. Anzi, più che una passione un amore sviscerato. Tanto da farne un lavoro vero e proprio, che gli dà la possibilità di esternare il suo estro artistico e soprattutto - cosa ben più importante - gli consente di arrivare alla fine del mese con una stipendio più che decoroso. Jonathan Famà è un uomo felice quando muove le sue marionette e fa ridere grandi e piccini. Il suo nome è famoso, com’è famoso il suo spettacolo: Ilandia. Il giorno di martedì grasso ha rfatto scatenare un centinaio di bimbi nella parrocchia dei Quercioli, lavorando come un pazzo.
Quanto guadagni con i burattini?
«Bene. Ci vivo tranquillamente e posso anche pensare di mettere famiglia con la mia fidanzata. Uno spettacolo mi fa entrare in cassa 350 euro, è vero che ho delle spese da affrontare ma riesco a mantenermi. Senza contare che in estate nelle piazze faccio tutte le sere il pienone».
Ma perché i burattini, non è un mestiere per vecchi?
«Assolutamente no (ride). Giusto ieri ho finito di registrare dei file con le voci di alcuni personaggi che mi erano stati commissionati da altri ragazzi che stanno intraprendendo la carriera del burattinaio. Sono soprattutto i giovani che stanno dando respiro a una professione che è in continua evoluzione. È bello perché facciamo divertire la gente».
Tanto per fare un esempio: quanto ti fai pagare per queste storie?
«Cinquecento euro a racconto. Ogni file dura un’ora, loro mi danno la traccia e io ci imbastisco un racconto divertente con dialoghi veloci e adatto per un pubblico infantile. Non è semplice, anche perché metto in conto perfino i momenti in cui i personaggi devono interagire con i bimbi. Chi compra il file poi deve installarlo in un computer e utilizzarlo».
Ma perché non fanno loro le voci?
«Non è semplice. Tanti si avvicinano a questo lavoro per guadagnare, ma a ognuno il suo mestiere. Io per esempio i burattini non li so costruire e me li faccio realizzare da una artista. È un costo, ma è indispensabile per accattivarsi le simpatie di chi poi paga il biglietto».
E riesci a vivere solo di questo?
«Sono poliedrico, diciamo. Guardando alcuni video su Internet ho imparato a realizzare gli animali con i palloncini. È una cosa semplice. Così posso fare anche le feste di compleanno. E mi chiamano spesso per l’animazione».
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