Il Tirreno

«Adesso ciascuno di noi faccia la sua parte»

«Adesso ciascuno di noi faccia la sua parte»

Il prefetto Gabrielli: abbiamo costruito dove non si poteva e lo Stato ci ha pure guadagnato

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MASSA. Sia chiaro, lui non è massese, ma montignosino. Lo ricorda con il sorriso di chi non si concede campanilismi Franco Gabrielli, capo della protezione civile. È di Montignoso, ma Massa e ogni sua fragilità la conosce eccome. Gli alluvionati raccontano e lui contestualizza: Ricortola, Cocombola non sono parole senza identità. A chi il fango lo ha avuto in casa e ora chiede soldi ed interventi, risponde con la pacatezza di chi conosce. E affidandosi al più fondato degli argomenti: i numeri. E il primo di quei numeri la dice lunga sulla capacità di questo Paese di divorare il suo territorio: «Il 95% del dissesto non riguarda il sistema idraulico principale, ma il reticolo minore». Non l’Arno o il Tevere, ma il Ricortola. «Perché - Gabrielli entra subito nel vivo - si è costruito dove non avremmo dovuto e su quelle illegittimità le istituzioni hanno fatto cassa». Con i frequenti condoni. Lo Stato ci ha messo del suo, ma ha fatto altrettanto chi ha edificato. Il singolo deve essere e sentirsi al centro della protezione civile «che non è una struttura verticistica, ma una funzione». Un’insieme di persone, che spesso fanno la loro parte senza ricevere un soldo in cambio: «Qualcuno lamenta - è la sua replica agli alluvionati - ritardi, ma io chiedo se guardando le immagini dei disastri in altri paesi, avete mai visto queste giubbe?» E punta il dito verso le decine di volontari in sala consiliare per la presentazione di una nuova App di protezione civile. Gabrielli esemplifica: «A New York ciascun cittadino spala la neve davanti a casa sua. Anche il sindaco. Non pensiamo che sia l’altro a dover fare». Una chiamata alla responsabilità. Certo le difficoltà ci sono e sono soprattutto economiche: «19 emergenze nazionali dall’ottobre 2012 e danni accertati per 3,5 miliardi di euro. Ma dallo Stato - impressiona la proporzione - sono arrivati 470milioni. C’è un abisso tra quello che serve e quello che è, ma la Toscana ha fatto molto e molto più di altre regioni». Un appello anche alla semplificazione: «per fare un albero - ho letto - serve un solo seme, per toccarlo 7 autorizzazioni». Tanto da fare, ma il primo passo - Gabrielli non ha dubbi - è superare la logica del «tutti responsabili, nessun responsabile».

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