Il Tirreno

Tfr e Cig dirottati su conti sbagliati l’Inps apre un’inchiesta per truffa

di Manuela D'Angelo
Tfr e Cig dirottati su conti sbagliati l’Inps apre un’inchiesta per truffa

La previdenza sociale regionale annuncia di aver già passato gli incartamenti anche alla Procura I soldi dei lavoratori di una ditta fallita finiti nelle tasche di altri: errore materiale o dolo?

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CARRARA. Avrebbero dovuto ricevere Tfr e Cassa integrazione straordinaria, a seguito del fallimento dell'azienda dove avevano prestato servizio, ma quei soldi sono finiti su altri conti correnti. Per l'Inps regionale si tratta di una truffa, avvenuta all'interno della sede provinciale di Massa-Carrara e per questo avvia un “audit” interno, una sorta di inchiesta tra le mura dei suoi stessi uffici; poi, però, passa l'incartamento all'Autorità giudiziaria e in queste ore la Procura di Massa potrebbe già aver aperto l'inchiesta sull'Inps, per verificare se sia trattato di un banale errore umano, oppure se ci sia stato dolo.

Dall'Inps, come naturale, bocche cucite sulla vicenda, anche perché i primi atti raccolti sono secretati: si sa che si tratta di un gruppo di lavoratori della provincia, che avrebbero dovuto ricevere il Tfr e la cassa integrazione straordinaria, ma che quei soldi non li hanno mai visti. Di quelle prestazioni, fa sapere l'Inps Toscana, hanno invece beneficiato altri nominativi. La sede regionale parla di "una truffa già accertata e denunciata dall'Istituto, per anomalie riscontrate nella corresponsione di alcune prestazioni", a seguito della quale la direzione regionale "ha avviato un audit interno per verificare la situazione". Pagamenti che non andavano effettuati: Tfr e Cig sono prestazioni che vengono liquidate direttamente dagli uffici provinciali; l'Inps Toscana parla però di una "comunicazione sbagliata" dei reali nominativi beneficiari delle prestazioni. Il sistema interno, dice sempre l'Istituto, si è immediatamente accorto della criticità di alcuni passaggi, prima ancora che se ne accorgessero i lavoratori a cui il Tfr non è mai arrivato, grazie a strumenti di controllo altamente innovativi: ma ormai il danno era stato fatto. Errore, o dolo? La denuncia alla Procura farebbe pensare che l'Inps regionale abbia scoperto qualcosa in più del semplice errore commesso da un impiegato che, può succedere, potrebbe aver inserito male nel computer il codice corrispondente al lavoratore cui spettava Tfr e Cig. Errore che può avvenire una volta, ma che raramente avverrà ripetutamente e per un numero consistente di lavoratori. In realtà i nominativi dei lavoratori interessati a prestazioni di questo tipo partono dall'Ufficio provinciale del lavoro, a cui l'azienda fa la prima richiesta di ammortizzatori sociali. Quella stessa richiesta, con il numero dei lavoratori e naturalmente con i loro nominativi che corrispondono ad un codice, passa l'ok dell'Inps regionale e nazionale, per poi tornare all'ufficio Inps provinciale che eseguirà i pagamenti. I codici dei lavoratori sono ben noti da subito all'Inps, che sa fin dalla richiesta di ammortizzatori sociali chi lavorava per quella determinata azienda, quando è terminato il rapporto di lavoro, quanto denaro gli dovrà essere erogato, in base ad esempio al tipo di contratto, all'anzianità e molto altro ancora. Le indagini interne proseguiranno serrate, fa sapere l'Istituto, a prescindere dall'inchiesta giudiziaria e c'è da giurarci che non saranno teneri i provvedimenti che varranno presi in materia.

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