Il Tirreno

Minacce ai 5 Stelle per cava Fornace, il caso in Parlamento

di Manuela D'Angelo

La senatrice Bottici: «Mail anonime e ostruzionismo» Lenzetti ribadisce: «Quiriconi ha promesso di spararmi»

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MONTIGNOSO. Tre minuti in Senato per esprimere solidarietà al consigliere del Movimento 5 Stelle di Montignoso Paolo Lenzetti, in merito agli attacchi e alle minacce che continua a ricevere per il solo fatto di occuparsi di Cava Fornace.

La senatrice Laura Bottici torna a parlare a Roma di una delle discariche più chiacchierate del nord Italia, perché tra le poche costruite a 200 metri da un'area protetta, quella del Lago di Porta, che a sua volta risulta tra le poche zone umide rimaste in Toscana. Il Movimento 5 Stelle aveva già presentato un'interrogazione al Ministro dell'Ambiente su Cava Fornace, lo scorso 12 febbraio, esprimendosi sull'inadeguatezza di quel sito e sui riscontrati danni ambientali e anche economici che il territorio di Montignoso avrebbe subìto in questi anni.

Il caso però, oggi, si arricchisce di dettagli: minacce di morte, mail anonime, ostruzionismo, sopralluoghi nascosti, il tutto secondo i penta stellati, per evitare che il Movimento 5 Stelle si occupi di Cava Fornace. A parlare è il consigliere Paolo Lenzetti, assieme ad Andrea Fagnini, ripercorrendo la vicenda che lo ha visto protagonista.

Tutto risale al periodo in cui il consigliere 5 Stelle era stato estromesso dalla commissione di vigilanza su Cava Fornace e si attendeva la sentenza del Tar; in quella fase pare che il presidente della commissione Franco Quiriconi, oggi in FI, non gli avesse inviato la convocazione per una importante riunione di commissione con sopralluogo a Cava Fornace. Lenzetti viene ugualmente a sapere della riunione e, considerando che per legge i capigruppo devono essere avvisati e che, per altro, le commissioni dovrebbero essere pubbliche, decide di partecipare. E' in quell'occasione che il presidente Quiriconi, secondo quanto dichiarato da Lenzetti, lo avrebbe minacciato di morte: «Una pistolettata in piena fronte", pare sia stata questa la minaccia che Lenzetti ribadisce stia continuando: «Spesso mi dice che manterrà la promessa- spiega Lenzetti- ; c'è un'indagine aperta della magistratura su questi fatti e noi del M5S ci chiediamo quali interessi stiano coprendo questi signori, per arrivare addirittura a minacciarci di morte pur di non scavare sul caso Cava Fornace». Le minacce al consigliere Lenzetti diventarono atto pubblico dopo che lo stesso ne parlò in consiglio comunale, denunciando l'accaduto e mettendolo a verbale. Il M5S oggi denuncia altre minacce, arrivate anche via mail anonime all'indirizzo del gruppo consiliare, e fatti strani come l'appropriazione del loro simbolo per diffondere notizie false. Ma il M5S non si spaventa: è dal 2010 , anno dell'inchiesta pubblica su Cava Fornace, che stanno seguendo il caso, denunciando che "quel sito non è idoneo", che occorrerebbe la chiusura dell'impianto; numerose denunce anche per le royalties mancate, 240 mila euro l'anno mai incamerati dal comune anche se sempre messi a bilancio e denunce per il modus operandi in materia di codici aggiunti di volta in volta per permettere il conferimento di sempre nuovi materiali, fino ad arrivare alle presunte furberie per evitare che gli spazi della discarica si riempissero di materiali poco remunerativi ( come ad esempio la marmettola). «Noi continueremo senza paura le nostre battaglie ambientali- aggiunge Angelo Fagnini- ; noi che siamo pacifici, trasparenti e onesti, oltre che l'unica vera opposizione a Montignoso dagli ultimi 30 anni»

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