Il Tirreno

La Fondazione: ecco i nostri impegni a tutela della banca

CARRARA. Il presidente della Fondazione Cassa di Carrara, avvocato Alberto Pincione, replica ai sindacati aziendali della Cassa che avevano chiesto notizie sulle iniziative della Fondazione in...

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CARRARA. Il presidente della Fondazione Cassa di Carrara, avvocato Alberto Pincione, replica ai sindacati aziendali della Cassa che avevano chiesto notizie sulle iniziative della Fondazione in merito al prossimo piano industriale del Gruppo Carige (proprietario al 90% della Cassa Spa, il 10% è della Fondazione). «Puntualmente - scrive Pincione - il sindacato anziché informarci sulle sue iniziative a tutela dei lavoratori bancari soprattutto in un contesto di rivoluzione degli assetti della governance di Carige di cui si è occupata tutta la stampa nazionale trova il modo di rinnovare la sua periodica polemica nei confronti non tanto della Banca locale quanto, della Fondazione detentrice del 10% del suo capitale. Premettiamo che la nostra Fondazione pesa nell'assetto generale di Carige lo 0,67 per cento nonostante che in questo gruppo (compresa la CR Carrara) veda impegnata circa la metà del suo patrimonio. Questa partecipazione a suo tempo giudicata dal sindacato "troppo modesta" le costa oggi, visto il noto deprezzamento del titolo, una pesante penalizzazione ma nonostante ciò la Fondazione è così poco "distratta" rispetto alle vicende di Carige che è riuscita, unica tra le Fondazioni interessate, a conquistare di recente un suo rappresentante all'interno del Cda di Carige stessa, fatto mai successo in passato. In stretto collegamento con tale nostro rappresentante la Fondazione è da tempo impegnata assieme alle altre Fondazioni presenti nel patto parasociale fra azionisti in un serrato confronto con la Dirigenza della Banca genovese per valutare se ed in che misura aderire all'imminente rafforzamento di capitale (reso necessario a seguito dei rilievi di Bankitalia) ma soprattutto per ottenere serie garanzie all'interno del Piano industriale, sullo sviluppo e sulla tutela, anche occupazionale, della Banca locale. E' ovvio che la delicatezza dell'azione in corso impone una evidente riservatezza. Rassicuriamo quindi il sindacato al quale ancora una volta consigliamo il metodo del civile confronto e non quello della sterile polemica, che, come sempre la Fondazione opererà con le risorse disponibili non solo nei settori (cultura, sociale, volontariato ecc.) nei quali la legge la chiama ad intervenire ma anche per la difesa della struttura bancaria pur nelle difficoltà talora drammatiche della congiuntura attuale».

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