Meteo
Pd niente primarie e tutto su Malatesta
Il noto avvocato correrà per la poltrona di sindaco. Alle elezioni di partito erano in lizza Schianchi, Giovannoni e Vasoli
AULLA. Il Pd rinuncia alle già annunciate primarie di partito e punta tutto su un unico candidato a sindaco di Aulla, l'avvocato Ugo Malatesta. Infatti, sono queste le nuove voci che filtrano dalle segrete stanze, rumours che si sono fatti insistenti nella giornata di ieri e che vogliono il ritiro dalla competizione degli altri tre candidati alle primarie di partito, in programma domenica 9 marzo. Alessandro Giovannoni, Giovanni Schianchi e Paolo Vasoli si sarebbero tirati indietro per lasciare spazio unicamente a Ugo Malatesta, rendendo superfluo convocare le primarie di partito e dando fiato a chi crede ancora che, nonostante la frattura seguita alla sfiducia contro l'ex sindaco Roberto Simoncini (Pd), sia possibile tenere primarie di coalizione che vedano la partecipazione anche dei socialisti. Anzi, c'è qualcuno che ritiene che la mossa in questione possa rappresentare il tentativo in extremis del Pd per cercare di coinvolgere il Psi, che punterebbe sull'ex assessore comunale al commercio, Silvia Magnani, nelle primarie della coalizione di centrosinistra. Ma chi è colui che viene indicato da più parti come il candidato unico del Pd alla carica di sindaco di Aulla? Ugo Malatesta è un conosciuto avvocato di Aulla capoluogo, ha fatto parte in passato del Partito Popolare Italiano ed è l'uomo di riferimento della corrente che fa capo al segretario nazionale del Pd, il neo premier Matteo Renzi: a differenza di Giovannoni, Schianchi e Vasoli, non proviene dal decaduto consiglio comunale aullese. E visto che vi si è fatto cenno, quando è precipata la crisi sfociata nella sfiducia? La situazione, ormai deteriorata da tempo, deflagrava clamorosamente il 30 settembre scorso, quando undici consiglieri comunali, alcuni di maggioranza e tutti quelli di opposizione, presentavano una mozione di sfiducia nei confronti di Simoncini. La mozione approdava in consiglio comunale il 23 ottobre, con il sindaco che si presentava dimissionario, evidentemente per evitare una votazione che lo avrebbe visto sconfitto. Ma le minoranze e parte della maggioranza non ci stavano e chiedevano, spuntandola, che si discutesse e votasse ugualmente la mozione. Durante la discussione, un Simoncini molto provato cercava di difendersi, adducendo le continue alluvioni che hanno flagellato il Comune di Aulla in questi anni e accusando le minoranze di avere sempre remato contro, ma le parole più pesanti, un autentico atto d'accusa, le pronunciava Silvia Magnani, la quale demoliva l'esperienza amministrativa di Simoncini, parlando di fallimento, di incapacità politica del sindaco e dell'esigenza di lavorare per il futuro di Aulla. Ma l'ultimo colpo di scena arrivava al momento del voto sulla sfiducia, quando la presidente del consiglio comunale, Marusca Bonini (Pd), faceva marcia indietro e votava contro la mozione da lei stessa firmata. Un dietrofront che, però, non era sufficiente a salvare Simoncini.
Gianluca Uberti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
