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L’esercito di avvocati apuani che preferisce l’esame spagnolo

L’esercito di avvocati apuani che preferisce l’esame spagnolo

Percentuale più alta a Massa-Carrara che a Milano e a Roma di abilitati all’estero I professionisti pagano fino a cinquemila euro ma sono sicuri di passare

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MASSA. In trentasei hanno chiesto l’iscrizione all’albo degli avvocati di Massa-Carrara. Sono gli abogatos, apuani che hanno preferito spendere qualche migliaio di euro per bypassare l’esame di Stato e indossare lo stesso la toga. Un fenomeno che ai piedi delle Apuane assume dimensioni davvero importanti: basta pensare che gli iscritti all’ordine provinciale sono settecento circa. Più del 5%, quindi. Mentre a Milano gli “spagnoli” sono 397 a fronte di quindicimila toghe. Perché? La risposta è semplice: la corte di appello di Genova, sede di esame per gli aspiranti avvocati massesi, carrarini e lunigianesi, ha una fama terribile: la commissione ne boccia tre su quattro. Soltanto il 25% di chi si presenta ce la fa, non è come l’uno su mille di Morandi ma comunque è un dato statistico che incute un certo timore. E infatti si emigra a Madrid piuttosto che farsi infilzare all’ombra della Lanterna.

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