L’ex sindaco Binaglia «Ecco la verità sul caso Renella»
«C’era un patto alla luce del sole con gli imprenditori Che bisogno c’era oggi di fare un’altra variante blitz?»
MONTIGNOSO. «Ecco la verità su Renella». L’ex sindaco Federico Binaglia tirato in ballo dall’amministrazione Buffoni chiede spazio per spiegare ai cittadini e rispondere «ad attacchi gratuiti a me e all'amministrazione comunale che ho guidato».
Attacca Binaglia. «Buffoni dice che non si spiega perché le aziende di Renella siano state "congelate" dall'amministrazione da me guidata, impossibilitate così a lavorare. La risposta a questa bugia sta nei fatti: tutte le aziende ancora presenti nella frazione hanno regolarmente continuato a svolgere la loro attività sino ad oggi! L'unica cosa vera è che ne è stato impedito l'ampliamento, ma vediamo il perché».
Perché Binaglia?
«Quando nel 2003 fu avviata la più grande operazione di strategia produttiva e ambientale mai fatta a Montignoso, con la variante denominata Coimpre, si cercò di ottenere due risultati concomitanti: 1) eliminare definitivamente l'inquinante e pericoloso impianto di bricchettaggio che avrebbe dovuto sorgere nella ex Tassara, fortemente voluto da qualche noto attuale "accusatore"; 2) dare la possibilità alle aziende di Renella di spostarsi in un'area più idonea dal punto di vista delle infrastrutture di servizio, liberando finalmente la frazione dal traffico pesante e dall'inquinamento acustico e ambientale di certe produzioni: tutti ricorderanno i periodici sversamenti nello scolmatore adiacente al Lago di Porta. Risultati soltanto parzialmente ottenuti, perché alcuni imprenditori che avevano inizialmente aderito al consorzio Coimpre, allora presieduto da Gianni Lorenzetti, poi si ritirarono per problemi economici»
Insiste l’ex sindaco: «Dunque, il patto alla luce del sole tra l'Amministrazione comunale e gli imprenditori era questo (siamo nel 2003): in cambio dell'impegno delle imprese a trasferire l'attività nell'area a monte dell'Aurelia, il Consiglio comunale avrebbe concesso una variante che aumentava le volumetrie nel nuovo polo artigianale del 70%, congelando al contempo la possibilità di ampliare le attività esistenti in attesa di disciplinare in maniera organica la nuova destinazione urbanistica dei capannoni di Renella. Le operazioni di costruzione del nuovo polo produttivo Coimpre iniziarono nel 2006 - 2007; nel frattempo la nuova Giunta ottemperando al programma elettorale, avviò la variante generale al Regolamento Urbanistico, che da una parte diminuiva di 30.000 MQ (!) la superficie complessiva edificabile prevista, dall'altro disciplinava in maniera razionale la "questione" Renella. La ricetta era quella di non tornare indietro rispetto alla scelta politica di delocalizzare l'area artigianale, concedendo dei modesti cambi di destinazione d'uso residenziali in cambio di forti ritorni per la collettività (verde, parcheggi, aree pubbliche, ecc.) per migliorare l'assetto urbanistico della frazione. Purtroppo la mia amministrazione poté soltanto adottare la variante, senza riuscire ad approvarla definitivamente per l'approssimarsi delle elezioni del 2011. A questo punto il nuovo Sindaco Narciso Buffoni pensò bene di cassare l'adozione della variante, contravvenendo a quanto solennemente affermato nel programma elettorale da lui sottoscritto».
Secondo Bignaglia, tornando a Renella, oggi «si fanno scelte opposte a quelle previste nei programmi elettorali. Con una "variante blitz" si riafferma la vocazione produttiva con tutte le conseguenze positive e negative che una scelta del genere comporta. Perché se si voleva risolvere un problema seriamente non lo si è fatto in maniera ragionata e organica? Perché si continua ad approvare in via straordinaria varianti? Che urgenza c'è, visto che il nuovo Piano Strutturale dalle dichiarazioni rilasciate dal Sindaco al Tirreno a fine anno, vedrà l'approdo in Consiglio a marzo-aprile? Insomma, si persevera nel commettere errori amministrativi gravissimi per il nostro territorio».
Quali errori Binaglia?
«Dalla scelta di ospitare una discarica fatta negli anni '80, alla sua riclassificazione senza alcun vincolo (come invece richiedeva la mia amministrazione con la limitazione dei materiali diversi dalla marmettola al 30%); dall'avallo dato in conferenza di servizi alla realizzazione di un impianto di trattamento di rifiuti nella ex Tassara, all'attuale scelta di continuare a soffocare Renella con il traffico e l'inquinamento. Tralascio per carità di patria i "mega-ponti" e la Concordia a Cinquale. La storia amministrativa di Montignoso degli ultimi trent'anni va letta con i fatti e non con le chiacchiere: c'è chi ha avallato scelte politiche dannose per il territorio e c'è chi ha cercato di risolvere gli errori fatti. I cittadini hanno la maturità e le capacità per poter giudicare autonomamente, al di là degli opportunismi di molti attuali esponenti politici, allineati e afoni. Invito il Sindaco Buffoni, a quasi tre anni dal suo insediamento, a smetterla di sprecare energie guardando al passato e di cominciare a dimostrare di saper amministrare conseguendo dei risultati tangibili.
Sottolineo - conctnua e conclude Binaglia - che da quando ho terminato il mio mandato non ho mai fatto dichiarazioni pubbliche se non per rispondere alle periodiche uscite di Narciso Buffoni, mio compagno di partito, il quale probabilmente crede di poter addossare ogni sorta di responsabilità a chi lo ha preceduto o per giustificare le oggettive difficoltà dell'attuale amministrazione, oppure semplicemente per denigrare un'esperienza politica e amministrativa che paradossalmente è in continuità con la sua: 6/11 degli attuali consiglieri di maggioranza, alcuni dei quali da sempre vicini al Sindaco, infatti, erano in carica già nella precedente legislatura e l'assessorato più importante nella programmazione strategica, quello al Bilancio e Finanze, è stato retto per quattro anni e mezzo niente di meno che da Laura Buffoni, sua figlia».
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