Il Tirreno

Troppi patrimoni sospetti, è allarme usura

Troppi patrimoni sospetti, è allarme usura

Grazie alla nuova legge le forze dell’ordine passano ai raggi x i conti di alcune persone

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MASSA. È allarme usura. Non sono soltanto le vittime a dirlo agli inquirenti, ma il crescente numero di persone che per guadagnare denaro lo prestano a tassi pazzeschi. E accumulano ricchezze su ricchezze. Grazie a una legge del 2011 si può andare a controllare i patrimoni sospetti e congelarli, in attesa che i titolari spieghino come hanno fatto ad accumularli. Il primo caso di utilizzo della legge a Massa è stato quello che riguarda il sequestro di beni di Aldo Costa, il settantenne originario di Carrara ma residente a Viareggio. Sei milioni di euro che l'ex titolare di un negozio di musica non ha saputo giustificare. L’uomo era rimasto coinvolto nel 2000 in un giro di usura. È stato il presidente del tribunale di Massa, sezione per le misure di prevenzione, in accoglimento della proposta avanzata dalla procura, sulla base delle indagini svolte dal centro operativo Dia di Genova, a decretare il sequestro anticipato. Secondo la Dia di Genova, Costa era stato protagonista di un consolidato e articolato sistema usurario che dagli inizi degli anni Ottanta si era sviluppato fino al 2005 nelle province di Massa-Carrara e Lucca ed era conosciuto come una persona cui potevano rivolgersi gli imprenditori in crisi e chiunque trovandosi in gravi difficoltà finanziarie, non poteva accedere al credito bancario. La sua attività gli aveva permesso l'accumulo di un ingente patrimonio immobiliare del tutto sproporzionato rispetto alla sua posizione reddituale ed ammontante appunto ad oltre 6 milioni di euro.

Il procuratore capo Aldo Giubilaro ha incassato questo primo successo, ma non si ferma qui, anzi ha già allertato le forze dell’ordine di tenere gli occhi aperti. Perché il fenomeno dell’usura ai piedi delle Apuane si sta diffondendo in maniera preoccupante. E ci sono già alcuni nomi monitorati, persone che nonostante la crisi e attività non proprio redditizie stanno accumulando patrimoni di svariati milioni di euro. Sarà un’indagine lunga, ma non sono esclusi colpi di scena. Dopo una prima verifica, le persone segnalate verranno convocate per spiegare la provenienza di quei beni. Se non ci sono problemi si chiude lì, altrimenti potrebbe partire la richiesta di sequestro preventivo.

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di Redazione web