Il Tirreno

Pacchi di alimenti per le famiglie in stato di bisogno

di Alessio Profetti
Pacchi di alimenti per le famiglie in stato di bisogno

Le associazioni di volontariato raccolgono materiale dai supermercati e li distribuiscono con discrezione

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MASSA. Si chiama ''Consumatori Invisibili'' e non è una semplice associazione. Al suo interno, infatti, si sono riunite tutte quelle associazioni di volontariato che da sempre vivono a stretto contatto con le difficoltà delle persone e delle famiglie: Croce Bianca, Misericordia, Arci, Volontari Carcere, presto aderiranno l'AFAPH (Ass. Famiglie Portatori di Handicap) e la Croce Verde. Anche il progetto non è semplice, l'obiettivo è riuscire a consegnare prodotti alimentari (donati e in scadenza) a casa di tutte le persone che per disagio o difficoltà hanno chiesto un aiuto.

«Grazie a questa associazione di secondo livello – spiega Rosaria Di Giambattista, presidente della Misericordia S.Francesco di Massa – siamo in grado di entrare più in contatto con le persone e quindi aiutarle. Il problema è che noi vediamo soltanto una punta dell'iceberg».

Spesso l'aiuto è nascosto dalla vergogna: «Sono sempre di più le famiglie di ceto medio che si trovano in difficoltà – continua il vicepresidente Fulvio Santo - che magari non vogliono venire o farsi vedere. Spesso capita che qualcuno nasconda il sacchetto. Questo è il lato della crisi che genera l'umiliazione. È una crisi che tocca tutti, la povertà è diffusa, dalle famiglie giovani con bambini alle persone anziane».

Il progetto è partito a settembre ma in verità l'idea nasce molto prima, da un'iniziativa attivata dal Cesvot, e si fonda sulla ''Legge del Buon Samaritano'' (l.n.155 del 25 giugno 2003), legge che favorisce la donazione dei prodotti alimentari e permette alle associazioni ed enti no profit di redistribuirli alle famiglie e alle persone in difficoltà.

E il loro numero, purtroppo, sembra destinato a salire ogni giorno: «Come Misericordia – continua Santo - abbiamo sempre fatto la consegna di generi alimentari una volta ogni 15 giorni, in media portavamo sui venti pacchi, l'ultimo anno il numero è arrivato a centotrenta».

Da qui è nata l'idea di dover attivare una rete di aiuti. Più o meno funziona così: tutte le mattine i volontari ritirano i prodotti dai supermercati aderenti e vengono portati alle Jare dove avviene lo stoccaggio (i prodotti per protocollo vengono aperti, controllati e riconfezionati sotto il controllo dell'Asl), altri volontari telefonano alle persone che hanno fatto richiesta e nel pomeriggio avviene la consegna.

«Da ottobre a dicembre solo come Misericordia – spiega Di Giambattista - abbiamo inviato 80 pacchi per due giorni alla settimana, mentre gli alimenti donati e stoccati sono stati 289 chilogrammi. Tutto il ciclo avviene nell'arco della giornata, sono prodotti in scadenza ma, sottolineo, perfettamente consumabili, spesso i prodotti sono tolti dai banchi anche una settimana prima dell'effettiva scadenza. Per ora hanno aderito il Conad di via Carducci e i commercianti delle Jare».

Anche il comune di Massa ha approvato il progetto - proprio in questi giorni ha concesso l'utilizzo di tre fondi nello stabile delle Jare per le attività di raccolta e stoccaggio – e, accanto alle associazioni, sta cercando di allargare le adesioni tra i supermercati.

«Spesso – conclude il vicepresidente Santo - per scelte di mercato i prodotti della grande distribuzione vengono buttati o volutamente distrutti quando potrebbero essere riutilizzati per chi ne ha bisogno. Spero che qualcosa possa cambiare, non ci sono obblighi, non ci sono costi, tutto è fatto semplicemente per aiutare, è solo volontariato e gratificazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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