Pacchi di alimenti per le famiglie in stato di bisogno
Le associazioni di volontariato raccolgono materiale dai supermercati e li distribuiscono con discrezione
MASSA. Si chiama ''Consumatori Invisibili'' e non è una semplice associazione. Al suo interno, infatti, si sono riunite tutte quelle associazioni di volontariato che da sempre vivono a stretto contatto con le difficoltà delle persone e delle famiglie: Croce Bianca, Misericordia, Arci, Volontari Carcere, presto aderiranno l'AFAPH (Ass. Famiglie Portatori di Handicap) e la Croce Verde. Anche il progetto non è semplice, l'obiettivo è riuscire a consegnare prodotti alimentari (donati e in scadenza) a casa di tutte le persone che per disagio o difficoltà hanno chiesto un aiuto.
«Grazie a questa associazione di secondo livello – spiega Rosaria Di Giambattista, presidente della Misericordia S.Francesco di Massa – siamo in grado di entrare più in contatto con le persone e quindi aiutarle. Il problema è che noi vediamo soltanto una punta dell'iceberg».
Spesso l'aiuto è nascosto dalla vergogna: «Sono sempre di più le famiglie di ceto medio che si trovano in difficoltà – continua il vicepresidente Fulvio Santo - che magari non vogliono venire o farsi vedere. Spesso capita che qualcuno nasconda il sacchetto. Questo è il lato della crisi che genera l'umiliazione. È una crisi che tocca tutti, la povertà è diffusa, dalle famiglie giovani con bambini alle persone anziane».
Il progetto è partito a settembre ma in verità l'idea nasce molto prima, da un'iniziativa attivata dal Cesvot, e si fonda sulla ''Legge del Buon Samaritano'' (l.n.155 del 25 giugno 2003), legge che favorisce la donazione dei prodotti alimentari e permette alle associazioni ed enti no profit di redistribuirli alle famiglie e alle persone in difficoltà.
E il loro numero, purtroppo, sembra destinato a salire ogni giorno: «Come Misericordia – continua Santo - abbiamo sempre fatto la consegna di generi alimentari una volta ogni 15 giorni, in media portavamo sui venti pacchi, l'ultimo anno il numero è arrivato a centotrenta».
Da qui è nata l'idea di dover attivare una rete di aiuti. Più o meno funziona così: tutte le mattine i volontari ritirano i prodotti dai supermercati aderenti e vengono portati alle Jare dove avviene lo stoccaggio (i prodotti per protocollo vengono aperti, controllati e riconfezionati sotto il controllo dell'Asl), altri volontari telefonano alle persone che hanno fatto richiesta e nel pomeriggio avviene la consegna.
«Da ottobre a dicembre solo come Misericordia – spiega Di Giambattista - abbiamo inviato 80 pacchi per due giorni alla settimana, mentre gli alimenti donati e stoccati sono stati 289 chilogrammi. Tutto il ciclo avviene nell'arco della giornata, sono prodotti in scadenza ma, sottolineo, perfettamente consumabili, spesso i prodotti sono tolti dai banchi anche una settimana prima dell'effettiva scadenza. Per ora hanno aderito il Conad di via Carducci e i commercianti delle Jare».
Anche il comune di Massa ha approvato il progetto - proprio in questi giorni ha concesso l'utilizzo di tre fondi nello stabile delle Jare per le attività di raccolta e stoccaggio – e, accanto alle associazioni, sta cercando di allargare le adesioni tra i supermercati.
«Spesso – conclude il vicepresidente Santo - per scelte di mercato i prodotti della grande distribuzione vengono buttati o volutamente distrutti quando potrebbero essere riutilizzati per chi ne ha bisogno. Spero che qualcosa possa cambiare, non ci sono obblighi, non ci sono costi, tutto è fatto semplicemente per aiutare, è solo volontariato e gratificazione».
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