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Come contestare le bollette di Gaia
Acqua, se le cifre non tornano si può tentare la strada della conciliazione senza spendere un euro dall’avvocato
MASSA. A chi non è capitato almeno una volta di contestare una bolletta “strana”? E soprattutto quante volte sarà capitato di vedersi respingere dagli sportelli del gestore del servizio il reclamo presentato? Per il servizio idrico, per l’acqua insomma, però, c’è una seconda chance.
È la Commissione mista conciliativa di Gaia Spa, una commissione, formata dal difensore civico regionale, un membro nominato dalle associazioni dei consumatori e uno di Gaia, che ha il compito di riesaminare le controversie insorte tra il gestore unico e gli utenti al fine di formulare una proposta che, se accettata, è in grado di risolvere, in via amichevole e conciliativa, il contenzioso sorto. Una sorta di Giudice di pace, insomma, che, proprio per il suo carattere misto, dovrebbe garantire la terzietà e l’indipendenza del modo in cui viene risolto “l’affaire”.
Come funziona. In sostanza, una volta che l’utente ha già presentato un reclamo al gestore unico su problemi relativi al rapporto contrattuale (conguagli sbagliati, perdite occulte, tariffe sbagliate…) e che questo è stato respinto, è possibile ricorrere alla commissione, la quale si riunisce, valuta il reclamo e formula una proposta conciliativa che tiene conto, da un lato, di quanto previsto dalla Carta e dal Regolamento del Servizio Idrico integrato e, dall’altro, dalle esigenze manifestate dalle parti.
«La proposta conciliativa così formulata – spiega Matteo Vagli, presidente della commissione dell’ufficio civico regionale - viene inviata alle parti per la sua sottoscrizione e, se accettata, sarà per entrambe, vincolante. Se, invece, una delle parti decide di non sottoscrivere la proposta, allora questa decade ma con una differenza sostanziale: se a non accettare è l’utente la questione finisce con il fallimento del tentativo di conciliazione e la possibilità per quest’ultimo di ricorrere all’ex Autorità di ambito; se invece a non accettare è il gestore, la proposta viene inviata all’organo, il quale ha il compito di valutarne la ragionevolezza e, se valutata, di provvedere lui stessa al riguardo nei confronti del gestore».
La Commissione decide di norma entro sessanta giorni lavorativi.
Come si fa domanda. Il modulo di domanda per il tentativo di conciliazione, da presentare debitamente compilato e corredato dell’opportuna documentazione, può essere richiesto in tutti gli sportelli al pubblico di Gaia Spa, ed è scaricabile sul sito web www.gaia-spa.it.
Le vertenze, i dati. Nonostante la commissione sia ancora poco conosciuta – è stata istituita nel 2011 – le istanze presentate sono state numerose. Nel 2013 sono state 453 – tra tutti i 48 comuni che gestisce Gaia - , a cui si aggiungono le 55 pratiche provenienti dall’anno precedente. Di queste ne sono state analizzate 339 ed è stata trovata una conciliazione per circa 160 casi. La casistica di gran lunga più frequente è stata quella perdite occulte, per cui la commissione ha valutato l’effettività delle letture, nonché la tempestività della fatturazione conseguente a lettura e la comunicazione dell’anomalia dei consumi, dall’altro l’accessibilità del contatore.
«In base a questa verifica, - continua Vagli - qualora si verificava o che, pur essendo il contatore in luogo accessibile, le letture non erano state fatte oppure, se fatte, non era seguita idonea e pronta informazione del consumo anomalo all’utente, la commissione ha proposto l’estensione dell’agevolazione per perdita fino alla data dell’ultima lettura eseguita superando il limite temporale di un anno previsto dal regolamento».
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