Dossier siti inquinati il triste primato di Massa-Carrara
Un nuovo studio di Legambiente sulle bonifiche riaccende i riflettori sul rapporto inquinamento-malattie
CARRARA. Le Terre dei fuochi e le morti per cancro non riguardano solo la Campania.
Si torna a parlare dei gravi rischi per la salute legati all’inquinamento ancora persistente sul nostro territorio nel dossier “Bonifiche dei siti inquinati: chimera o realtà?”, presentato martedì scorso a Roma da Legambiente, in cui il nome di Massa-Carrara ricorre molte volte.
Questo testo sembra confermare che la forte concentrazione di inquinanti e i ritardi accumulati negli interventi di bonifica causano evidenti danni alla salute.
Il dossier di Legambiente spiega che, dopo il passaggio di alcune di queste aree alla gestione delle regioni, il numero dei Sin si è ridotto da 57 a 39. Fra i Sir è inclusa da pochi mesi anche la nostra ex zona industriale, ma, secondo Legambiente, questo passaggio di competenze non avrebbe portato a particolari miglioramenti sotto il profilo ambientale e sanitario.
L’associazione ambientalista ricorda infatti che dei 254i progetti di bonifica di suoli o falde con decreto di approvazione (e quindi tali da permettere l’avvio dei cantieri) solo 17 riguardano il territorio di Massa-Carrara. Pochi.
Legambiente cita poi lo studio epidemiologico Sentieri, coordinato dall’Istituto Superiore di sanita ed avente per oggetto 44 Sin italiani, conclusosi nel 2011 ed attualmente in via di aggiornamento, dal quale si ricava che «sono state evidenziate malformazioni congenite a Massa-Carrara, Falconara e Porto Torres e patologie del sistema urinario per esposizione a metalli pesanti e a composti alogenati sempre a Massa-Carrara, Piombino, Orbetello e nel Sulcis».
Ma la nostra provincia figura anche nell’elenco, assai inquietante, in cui si cita l’amianto come uno dei cancerogeni più presenti: in questa classifica poco lusinghiera si menzionano Massa-Carrara, la discarica di Pitelli a La Spezia, Priolo e il Litorale Vesuviano, zone in cui “la mortalità per tumore maligno della pleura è in eccesso”.
Sul territorio apuano, in particolare, la presenza di tali neoplasie potrebbe derivare dalle lavorazioni praticate dalla Fibronit, che produceva manufatti in cemento-amianto.
In questo scioccante dossier Massa-Carrara viene citata per l’ultima volta in un paragrafo dove Legambiente elenca 19 indagini partite dal 2002 sullo smaltimento illegale di rifiuti derivanti dalla bonifica dei siti inquinati, da cui si evince che in Italia sono stati emessi in proposito 150 ordini di custodia cautelare.
Le persone denunciate sono state 550 e le aziende coinvolte 105.
Queste inchieste sono state avviate da 17 Procure, tra cui quella di Massa.
Legambiente, nel suo nuovo dossier, fornisce anche dieci proposte per contribuire alla risoluzione di questi problemi.
L’associazione non manca di sottolineare che le bonifiche possono favorire ricerca ed innovazione.
Per trasformarle da problema ad opportunità ci sono però alcuni passaggi obbligati: la fine della gestione emergenziale e un Piano Nazionale per la decontaminazione dei Sin che miri a investimenti legati ad efficienza e sostenibilità.
E, infine, la certezza sulle risorse finanziarie da parte del Governo e un confronto aperto con le rappresentanze di cittadini, sindacati e associazioni ambientaliste.
Insomma, la partita delle bonifiche ambientali è ancora un tema di stretta attualità. E il triste lascito dell’industria inquinante fa sentire la sua pesante eredità sul nostro territorio.
David Chiappuella
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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