Il Tirreno

«Un errore l’obbligo di accettare le carte»

«Un errore l’obbligo di accettare le carte»

La protesta di Confesercenti per il decreto che «metterà in crisi distributori, tabaccai ed edicolanti»

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MASSA. Il 28 marzo - a meno di ulteriori proroghe in discussione in Parlamento in queste ore - entrerà in vigore il decreto interministeriale attuativo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 27 gennaio, che renderà obbligatoria l'accettazione delle carte per i pagamenti di importo superiore ai 30 euro, sia per le transazioni con le imprese per l'acquisto di prodotti o la prestazione di servizi sia per le imprese che per i professionisti.

Fino al 30 giugno 2014 l'obbligo ricade solo sulle imprese e sui professionisti che nel 2013 avuto un fatturato superiore a 200mila euro.

Un'operazione che, così come strutturata, non piace a Confesercenti. »Una norma che ignora i problemi delle imprese - commenta il direttore di Confesercenti Massa Carrara Adriano Rapaioli - e non agisce sui costi e che metterà a rischio i servizi per i consumatori, perché per esercizi quali gestori di carburanti e tabaccai, edicolanti ed altri i costi delle transazioni elettroniche risultano spesso troppo elevati per avere margini di guadagno su pagamenti quali bolli, canone e rifornimento carburanti, solo per fare alcuni esempi».

«Il vero ostacolo alla diffusione della moneta elettronica non è la volontà degli esercenti, che non avrebbero difficoltà a venire incontro alla domanda dei consumatori, ma il costo globale troppo alto dell'utilizzo della moneta elettronica in Italia, che ricordiamo è il 50% in più rispetto alla media europea. Ancora una volta quindi un provvedimento costrittivo, che aumenta i costi delle imprese a prescindere dalle loro scelte».

«Confesercenti e Rete Imprese Italia - aggiunge Rapaioli - hanno già espresso al Governo le loro riserve e preoccupazioni per gli oneri da sostenere, dall'attivazione POS alle commissioni su ogni transazione, così come ha chiesto una distribuzione equilibrata fra benefici e costi a carico dei soggetti interessati che tenga conto delle specificità di alcuni tipologie di imprese. Gli esercizi caratterizzati da pagamenti di piccola entità - come i gestori carburanti, i tabaccai, gli edicolanti, i bar ed altri - vedranno infatti il proprio margine dimezzarsi o azzerarsi, andando addirittura in rosso. Un problema riconosciuto anche dallo Stato: non a caso il decreto liberalizzazioni, per i carburanti, proponeva la gratuità delle commissioni in caso di pagamenti fino a 100 euro, anche se al provvedimento non è stato dato seguito. La diffusione della moneta elettronica - conclude Confesercenti - si aumenta abbattendo i costi di utilizzo dello strumento, non a furia di obblighi e divieti che mettono in difficoltà le imprese e i cittadini che non hanno accesso alle forme di pagamento elettronico».

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