Italia
Anche il carrarese Mancia fra gli scienziati più influenti
È uno dei sei italiani selezionati dall’European Journal of Clinical Investigation Classe 1940, nel ’57 dovette scegliere fra gli studi di medicina e i 100 metri
CARRARA. L’European Journal of Clinical Investigation pubblica la classifica dei 400 scienziati più influenti al mondo: tra loro anche sei italiani, uno è carrarese.
C’è infatti anche un carrarese doc tra gli scienziati italiani non fuggiti all’estero, più influenti al mondo: è il professor Giuseppe Mancia, professore ordinario e direttore della Clinica Medica e del Dipartimento di Medicina dell'Università Milano-Bicocca presso l'Ospedale San Gerardo di Monza, nato nel 1940 proprio nella nostra città.
Quella del professor Mancia è davvero una storia straordinaria: oltre a essersi distinto su scala mondiale per le sue ricerche sulla fisiopatologia, diagnosi e terapia dell’ipertensione arteriosa, dell’insufficienza cardiaca, della patologia coronarica e di altre malattie cardiovascolari, lo scienziato carrarese ha sfiorato in gioventù la qualificazione alle Olimpiadi di Roma 1960, per la gara dei 100 metri piani.
«Se avessi avuto la certezza di qualificarmi avrei partecipato, perché è un’esperienza a cui non si può dire di no» racconta il professore in un’intervista alla rivista americana “Circulation, Journal of The American Heart Association”. Era il 1957, Mancia era ancora uno studente delle superiori e fu chiamato a scegliere tra la carriera da centometrista, a Padova, e gli studi in medicina, a Siena: «Seguii i consigli della mia famiglia» racconta il professore, che poi non riuscì a centrare la qualificazione.
Una delusione sportiva, ampiamente compensata dai grandi successi conseguiti nella professione: laureatosi in medicina Siena, nel 1964, collaboratore del professore Cesare Bartorelli, uno dei padri della ricerca sull’ipertensione in Europa, nel 1966 Mancia si trasferì a Milano dove la sua carriera ha spiccato il volo, dopo tre anni di studi e ricerche negli Stati Uniti.
Innumerevoli i riconoscimenti conquistati dal professore carrarese per i risultati conseguiti con le sue ricerche: tra gli altri, due lauree honoris causa, una assegnata dall’Università degli Studi di Danzica in Polonia e una dall’Università di Glasgow, in Scozia.
(c.ch.)
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