Il Tirreno

Proclamata beata l’ex sovrana nipote di Maria Beatrice

di Cinzia Carpita
Proclamata beata l’ex sovrana nipote di Maria Beatrice

Si incrociano a Carrara le storie della “regina santa” e dei Deste: la bisnonna sancì i beni estimati alle cave

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CARRARA. Nella Carrara degli anarchici e dei partigiani, nella Carrara dei nobili e del popolo, nella città delle cave contese da secoli, ieri si è aperto un nuovo capitolo della sua storia. Mentre l’amministrazione comunale cerca di eliminare dagli agri marmiferi i “beni estimati” (a favore di privati) sanciti nel 1751 da un editto di Maria Teresa Cybo Malaspina (che fu duchessa di Massa e principessa di Carrara), e perpetuati dalla figlia Maria Beatrice D’Este la cui statua troneggia in piazza Alberica, la pronipote della duchessa dell’editto, ieri è stata proclamata “Beata”. Sì, si tratta di Maria Cristina di Savoia, che fu Regina delle Due Sicilie: sposò Ferdinando II di Borbone. Nata nel 1812 morì per i postumi di parto nel1836 dopo avere dato alla luce l’unico figlio, Francesco, che divenne l’ultimo re del regno delle Due Sicilie. Maria Cristina, fervente cristiana, era benvoluta da tutti, fu chiamata “la regina santa”, perché si dedicò ad azioni di bontà verso i poveri e i malati. Dopo la sua morte il Re Ferdinando avviò il processo di beatificazione: nel luglio del 1859 il Vaticano comunicò che era stata proclamata “Venerabile”.

Papa Francesco, nel maggio 2013 ha fatto promulgare il decreto sul miracolo attribuito all’intercessione della regina Maria Cristina. Ieri la beatificazione nella Basilica di Santa Chiara a Napoli, dove riposa la “Regina Santa”. Una cerimonia solenne concelebrata dai Cardinali Crescenzio Sepe, Angelo Amato prefetto per la Congregazione dei Santi, e Renato Martino, Gran Priore dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio, davanti a circa duemila persone, rappresentanti della Case Borbone delle Due Sicilie e Savoia, molti membri di famiglie reali e della nobiltà europea.

Una beatificazione lontana da Carrara, ma vicina per la parentela fra Maria Cristina, la nonna Maria Beatrice D’Este e la bisnonna Maria Teresa Cybo. Tanto che il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, tramite il referente della sezione di Massa Carrara, Angelo Ragnoni (che è anche presidente dell’Associazione marinai d’Italia), ha chiesto al sindaco Angelo Zubbani la disponibilità affinché venga svolta una iniziativa verso la fine di febbraio: dovrebbe consistere in una messa nel Duomo cittadino in omaggio alla beata Maria Cristina, e di un altro momento davanti alla statua di Maria Beatrice d’Este. Il senso dell’evento, come spiega Ragnoni, è di sottolineare che a Carrara la storia della principessa dei Cybo Malaspina e della figlia Maria Beatrice D’Este, si lega per genealogia a quella della discendente che è appena stata proclamata beata. Un elemento di arricchimento della storia di Carrara. Ragnoni ne ha parlato con il sindaco. «Beh, Maria Teresa... Maria Beatrice... siamo un po’ perseguitati – ha detto il sindaco sorridendo, alludendo alla questione degli agri marmiferi e dei beni estimati – ma qua a Carrara siamo aperti a tutto». Un beneplacito, quindi, all’evento che per ora è solo a livello di proposta. «A proposito di questa idea, abbiamo già preso contatti con il vescovo Santucci. La sezione apuana del Sacro Ordine Costantiniano di San Giorgio – spiega il referente locale Angelo Ragnoni - è nata tre anni fa , oggi ha in provincia 4 dame e 72 cavalieri (per lo più di Carrara) fra cui alcuni sacerdoti. Facciamo opere di bene. L’Ordine cavalleresco, il primo della storia, è riconosciuto dalla Repubblica italiana, dalla Santa Sede, e dal 2011 anche dall’Onu». Ieri anche una rappresentanza della Delegazione Toscana dell’Ordine ha partecipato alla cerimonia di beatificazione. Chissà cosa avrebbe detto o fatto a Carrara, la “Regina Santa”, sui beni estimati sanciti dai suoi avi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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