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Marmo, i lavorati decollano, la legge no
Export a gonfie vele ma la nuova normativa regionale è ancora ferma. L’assessore regionale: a febbraio il primo testo
CARRARA. I marmi lavorati “volano” ma, intanto, non si può dire lo stesso della nuova legge mineraria della Regione, destinata a rivoluzionare il sistema cave e dintorni. Una normativa che non decolla e i tempi, fanno sapere da Palazzo civico sono ancora lunghi.
Il vicesindaco Vannucci: il percorso deve ancora esser definito. Per il vicesindaco Andrea Vannucci “siamo nei tempi”, e non è ancora il momento di preoccuparsi per una normativa che, di fatto, non è stata ancora messa a punto. «Ma dobbiamo ricordare che qui si tratta di una legge, non è una cosa da fare tanto alla leggera - spiega Vannucci - entro la fine del mese la Regione riceverà il pare legale richiesto all’Università di Roma e quindi si rifarà un tavolo per definire il percorso». Insomma nessuna accelerazione ma, stando a quello che dichiara Vannucci, nemmeno nessun ritardo nella tabella di marcia.
Menconi (commissione marmo): faremo il punto a fine emse. Il presidente della commissione Marmo, Massimo Menconi di Rifondaizone, fa chiarezza e ribadisce: «la Regione si è asusnta un impegno preciso e siamo rimasti d’accordo che a fine gennaio ci saremo sentiti per fare il punto. Quindi siamo perfettamente nei tempi».
L’assessore Ceccarelli (Regione): a marzo iil primo testo. Ma è proprio da Firenze che sui tempi fanno maggiore chiarezza: «A fine febbraio o al massimo entro metà marzo - precisa l’assessore regionale alle Infrastrutture Vincenzo Ceccarelli - avremo un primo testo su cui confrontarci». Insomma il parere del legale esperto sarebbe già stato acquisito e la Regione sarebbe già al lavoro per elaborare il testo destinato a riformare il settore dell’escavazione. Si tratta di un lavorone e questo è stato più volte messo in evidenza. La Regione Toscana pensa che per dare il necessario supporto giuridico all'interpretazione dell'Avvocatura regionale (secondo cui le cave sono demanio pubblico e appartengono alla collettività), occorre sciogliere tutte le questioni giuridiche che da 300 anni sono irrisolte. A questo è impegnato ormai da mesi il 'gruppo di lavoro' citato dall'assessore ed impegnato a redigere la nuova legge regionale sulle cave. Questo lavoro implica molti approfondimenti giuridici e storici. Si è ritenuto necessario reclutare un esperto (il famoso 'saggio') in grado di mettere mano ai codici del '700. I tempi per l'emanazione della legge sono quelli necessari per ogni legge, ed è praticamente impossibile definirli dato che ci saranno vari passaggi tecnici e politici. In questo caso, rispetto agli iter delle normali leggi, a rallentare ulteriormente la cosa c'è il problema di doversi rapportare ad un editto così antico e sedimentato.
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