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Caso piscine, contromosse del Comune
Il commissario Franca Rosa: non è escluso che la delibera di decaduta concessione venga emessa da un dirigente
AULLA. «Dobbiamo approfondire la questione, ma non è escluso che il Comune di Aulla decida che la delibera con cui dichiarare decaduta la concessione che permette alla società "Pianeta Sport" di gestire il centro scolastico sportivo di Quercia sia emessa da un dirigente comunale».
Questa la reazione a caldo del commissario prefettizio Franca Rosa, dopo che il Tar della Toscana ha accolto il ricorso della società sportiva “Pianeta Sport Carasco” contro la delibera dello scorso 8 ottobre della decaduta giunta comunale, delibera con cui veniva rescissa la convenzione fra il Comune di Aulla e la società sportiva ligure al culmine di una guerra fatta di accuse reciproche di non avere rispettato quanto stabilito nella convenzione. Quindi, dalle parole del commissario prefettizio sembra di capire che il Comune di Aulla potrebbe seguire la linea della decaduta amministrazione comunale, proseguendo nella guerra a suon di carte bollate contro la società sportiva.
Il condizionale, però, è d'obbligo, visto che Franca Rosa aggiunge che «il contenzioso non è di facile soluzione. Rimane il fatto che il mio compito è quello di restituire le piscine alla cittadinanza nel minor tempo possibile». La giunta comunale, quindi, non poteva sciogliere, lo scorso 8 ottobre, i rapporti con la società di gestione delle piscine e del centro scolastico sportivo "D’Acquisto" di Quercia, che versa ormai in un grave stato di abbandono, con l'acqua che cade dal soffitto direttamente nelle piscine. Lo ha stabilito il Tar della Toscana, che ha accolto il ricorso della società sportiva “Pianeta Sport Carasco”; il Comune, tra l'altro, dovrà pagare 2mila euro di spese. I giudici amministrativi non hanno dubbi: «Nel merito - scrivono - l’impugnazione è manifestamente fondata». Di conseguenza, la delibera è da annullare. Ma perchè ora potrebbe essere un dirigente del Comune di Aulla a emettere una nuova delibera con cui rescindere la convenzione? Lo spiegano ancora i giudici amministrativi: «È del tutto evidente come la delibera, incidendo direttamente sulla posizione soggettiva del destinatario e, allo stesso tempo, sulla concreta gestione di uno specifico e individuato bene/servizio pubblico, costituisca inequivocabile espressione di una funzione amministrativa e non possa, in alcun modo, essere ascritto alla sfera dell’attività politica dell’ente».
Insomma, avrebbe dovuto essere un dirigente comunale e non la giunta comunale, eventualmente, a intervenire. Il tutto in virtù del fatto che «l’adozione dei provvedimenti che impegnano l’ente verso l’esterno e la competenza nella materia specifica delle concessioni appartengono ai dirigenti e non alla giunta comunale».
In definitiva: la "Pianeta Sport" è di nuovo in sella alle piscine, la delibera che la escludeva è annullata e il Comune è condannato a pagare le spese processuali, 2mila euro, oltre agli accessori di legge.
Gianluca Uberti
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