Carrara e Pietrasanta scoppia la guerra per i corsi di scultura
Il presidente dell’Accademia: il protocollo è stato disatteso chiederemo lo scioglimento del Centro di Arti visive
CARRARA. I corsi di scultura non si toccano. E resteranno a Carrara.
Per difendere la supremazia didattica dell’Accademia di Belle Arti e, cosa ancora più importante, il buon nome della città e il suo ruolo di capitale mondiale del marmo, è scoppiata la guerra fra Carrara e Pietrasanta.
A dare fuoco alle polveri il progetto del Centro Arti visive di Pietrasanta (Cav): un organismo nato quattro anni fa dalla collaborazione fra il Comune e gli artigiani versiliesi e l’Istituto di Belle Arti cittadino.
Solo nell’ultimo anno accademico il Cav ha attivato due master, quello di anticontraffazione delle opere d’arte e di restauro (con un totale di 11 studenti). Ma, sotto il profilo delle nomine, Pietrasanta ha già rivendicato la nomina di presidente, vicepresidente e direttore artistico. Il nodo da sciogliere, o meglio il ruolo da definire, restava quello di direttore didattico: e su questo punto, anche per il ruolo storico e attribuito per legge di “firmare” i master, l’Accademia carrarese non era disposta a cedere.
Ne è nato un vero e proprio braccio di ferro, fatto di tavoli saltati e, da ultimo di una vera e propria “rottura”.
Ma non è tanto il mancato accordo sulla direzione didattica ad aver fatto levare gli scudi all’istituto di Belle Arti presieduto da Simone Caffaz. Sullo sfondo, ma non tanto visto che sarebbe proprio la goccia che ha fatto traboccare il vaso, il tentativo, palesato di Pietrasanta di organizzare, in casa propria, i corsi di scultura.
Un vero e proprio affronto per l’Accademia di Carrara che ha immediatamente abbandonato il tavolo della trattativa sul Cav. Ma non solo, è stata convocata in tempo record una riunione con il dipartimento di scultura per organizzare, a Carrara, il master post diploma di scultura digitale.
La linea di azione è già ben definita: si comincia oggi, con la convocazione del collegio docenti dove verrà portato all’ordine del giorno lo scioglimento del Centro di Arti visive di Pietrasanta. E, in seconda battuta l’uscita di scena dell’Accademia che, lo ricordiamo, per legge è l’unica autorizzata a firmare i master.
Domani, in una conferenza stampa convocata dal presidente Caffaz e dalla direttrice dell’Accademia Lucilla Meloni, verrà spiegata, passo per passo la questione del Centro sperimentale di Pietrasanta.
Ma intanto il presidente dell’Istituto di Belle Arti un commento a caldo si sente già di farlo.
«Abbiamo cercato sempre di mediare, fino all’ultimo, addirittura accettando che gli altri soci esprimessero presidenza, vicepresidenza e direzione artistica del Cav - spiega -. Ma andare oltre avrebbe significato sminuire il ruolo di una Accademia, la nostra, che è fra le cinque storiche di tutta Italia».
E aggiunge: «L’Accademia rivendica con forza la supremazia nell’ambito della scultura e il diritto e dovere di organizzare i corsi. E non è che ci siamo svegliati ora: il protocollo d’intesa firmato dai sindaci e da me prevedeva l’esclusività della didattica dell’Accademia e l’organizzazione dei master di scultura a Carrara».
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