Nel mirino i rimborsi spese di Barani
Inchiesta relativa a quando era sindaco di Villafranca. Il parlamentare: «Missioni regolari, chiarirò tutto»
VILLAFRANCA. Un’inchiesta della Procura di Massa con indagfini della Finanza coinvolge il senatore Lucio Barani relativamente ai tempi in cui è stato sindaco di Villafranca (dal 2004 al 2009). Nel mirino in particolare rimborsi spese per missioni effettuate in varie circostanze. E ci sarebbero anche altri indagati.
La Guardia di Finanza ha raccolto documentazioni, e sarebbero in corso le notifiche di avviso di chiusura indagini. Dalla Procura nulla trapela, se non un «no comment». E neppure dalla Finanza.
Ma Lucio Barani (Forza Italia), senatore attualmente del Gruppo Grandi Autonomie e Libertà, parla: «Chiarirò tutto, ho già pronte le memorie». Una delle questioni oggetto di indagini, per cui verrebbe ipotizzata la truffa, riguarda un infortunio domestico che ebbe durante il suo mandato a Villafranca, una caduta nel 2008, per la quale ebbe un rimborso assicurativo. Ma si recò lo stesso alle riunioni di giunta e del consiglio comunale. «Mi feci male davvero, mi portarono al pronto soccorso – racconta Barani – ci fu un referto. L’assicurazione privata mi assegnò una invalidità relativa temporanea, quindi, se trasportato, potevo recarmi in Comune o altrove. La mia assicurazione non mi ha contestato nulla e non ho chiesto punti di invalidità».
Nel mirino anche trasferte come amministratore e i rimborsi spesa. «Ne ho fatte una trentina in tre anni, a Roma, presso i ministeri, per le questioni del Comune: progetti, beni culturali, acque termali....». E poi ci sarebbero anche trasferte e missioni fra il 2008 e 2009 quando divenne deputato. Il Comune di Villafranca gli avrebbe liquidato rimborsi spese per circa 4.500 euro, per vitto, alloggio e trasporti. Barani godeva anche come senatore, di indennità varie. Secondo l’indagine si prefigurerebbero doppi rimborsi, ma Barani ribadisce: «Andavo come amministratore ed è tutto documentato, erano missioni di rappresentanza autorizzate dall’ente. Tutte trasferte regolari. Chiarirò tutto».
Sempre secondo l’ipotesi accusatoria, ci sarebbero state trasferte non strettamente attinenti all’attività politica, come un evento a cui Barani partecipò nel 2007 a Roma, con l’ambasciata tunisina, e con lui c’erano alcuni assessori e l’allora capogruppo delegato Oscar Romiti. Il rimborso spese liquidato dal Comune di Villafranca sarebbe stato di circa 1.400 euro. Barani (che nel 2003 quando era sindaco di Aulla fere collocare davanti al municipio una statua di Bettino Craxi poi morto ad Hammamet) spiega: «Era in occasione di un gemellaggio con la Tunisia, ci fu una delibera di giunta per quella partecipazione. I tunisini erano stati nostri ospiti e ci invitarono a Roma. Ne approfittammo anche per andare al ministero dei lavori pubblici, sempre per il Comune». Insoma, per il senatore Barani «tutte trasferte regolari. Se sarò di nuovo sindaco (si è ricandidato per Aulla, ndr.) non mi comporterò diversamente».
Ma come è partita l’inchiesta? Lo dice lo stesso Barani in una nota diffusa ieri, in cui si dichiara «tranquillo e fiducioso nel lavoro della magistratura». «Mi preme sottolineare come l'inchiesta che mi vede, assieme ad altri, sottoposto ad indagine nasce da una denuncia chiaramente politica, effettuata dagli attuali amministratori di Villafranca, appartenenti ad uno schieramento opposto al mio. Sono tranquillo perché fiducioso nel lavoro dell'autorità giudiziaria che dinanzi ad una formale denuncia non poteva fare null'altro se non dare il via all'inchiesta che sono certo mi scagionerà».
«D'altronde - continua Barani - già l'assoluta e totale indisponibilità da parte mia dei fondi del Comune mentre ne ero sindaco, dimostra come io abbia anticipato tutte le spese sostenute per l'espletamento del mandato, per le quali ho poi chiesto il rimborso, soggetto a verifica e rigoroso controllo prima della sua liquidazione, come previsto dalla legge. Inoltre, si tratta di spese, inerenti a missioni e non a viaggi, quindi assolutamente non riconducibili a quelle per gli spostamenti cui i parlamentari sono esenti.»
«Mi spiace solo - conclude il parlamentare - che gli attuali amministratori di Villafranca abbiano scelto di trasferire il naturale confronto politico su altri piani che nulla hanno a che vedere con la sana competizione democratica. Puntarmi il dito contro per un infortunio capitatomi dinanzi a testimoni e supportato da referti del Pronto Soccorso, mi sembra quantomeno volgare».
Da Oscar Romiti arriva la conferma che è una delle persone sottoposte a indagine: «Non credo che la politica si faccia con le denunce», si limita a dire. (c.car.)
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