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Sfida dei falò, San Nicolò affila le armi
Venerdì sul greto del Magra il primo atto della tradizionale competizione in onore a Sant’Antonio
PONTREMOLI. Sta per entrare nel periodo cruciale la sfida popolare che ogni anno vede opposti i fuochisti di San Nicolò e di San Geminiano nella gara a chi riesce a dar vita al miglior falò in onore di S. Antonio Abate e del patrono della città.
Infatti venerdì 17 gennaio (e già i fuochisti del Vaticano stanno toccando ferro per opporsi alle avversità del giorno tradizionalmente infausto), alle 19, secondo tradizione, sul greto del fiume Magra, appena a sud del Ponte Pompeo Spagnoli, zona Porta Parma, si riuniranno i sostenitori delle due fazioni, assieme a tanti altri spettatori “neutrali” (se di neutrali ne possono esistere quando si parla di falò) per il primo atto della sfida con il falò di San Nicolò.
E la disfida dei falò è oramai divenuta una saga tanto coinvolgente che è riuscita ad avere visitatori anche fuori dalla “città del libro” dimostrando che questo straordinario spettacolo riesce a coinvolgere anche chi non è nato o non abiti da tempo nella cinta urbana di Pontremoli. Come sempre, prima di dare spazio alle pire, è doveroso tributare il giusto onore alla bravura, all’abnegazione e ai meriti dei fuochisti (ovviamente di entrambe le fazioni!).
Una fatica che si consuma tutta l’anno alla caccia dei preziosi “bocchi” da ardere e che costituisce l’orgoglio dei fuochisti che per mantenere viva questa tradizione sono disposti a sacrifici che diventano quasi gioiosi quando questi permettono alla propria fazione di primeggiare. Quest’anno, pare che la tensione degli anni passati sia per fortuna scemata e ci si augura che il massimo della “cattiveria” siano gli immancabili (e che sono anche prezioso sale della sfida) sfottò che le tifoserie si scambiano sui ponti in attesa dell’accensione della pira. Certo per i fuochisti di San Nicolò oltre agli avversari storici c’è anche un altro pericolo, infatti per i prossimi giorni è previsto un deciso peggioramento del tempo ma i rappresentanti del Vaticano sono pronti a sfidare anche l’inclemenza del tempo pur di garantire un falò degno di questo nome.
E prima del rito dell’accensione è atteso l’ormai abituale spettacolo di fuochi d’artificio mentre all’imbocco di via Garibaldi uno stand gestito da alcuni “supporter” di San Nicolò offrirà ad amici, visitatori ed “avversari” alcune specialità enogastronomiche.
Riccardo Sordi
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