Il Tirreno

doppia gabella

Chi ha frodato ora si aspetti multe Tarsu fino al 200%

MASSA. Quando il fisco agguanta il contribuente-fantasma, gli presenta il conto: e ci mette tutto. Chi nel 2008 ha evaso l’Ici, mascherando una graziosa dependance da “casina” degli attrezzi, dovrà...

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MASSA. Quando il fisco agguanta il contribuente-fantasma, gli presenta il conto: e ci mette tutto. Chi nel 2008 ha evaso l’Ici, mascherando una graziosa dependance da “casina” degli attrezzi, dovrà pagare non solo la sanzione per l’imposta comunale sul mattone evasa ma anche quella non pagata per l’immondizia. Va da sè, del resto, che se una casa è abitata, produce rifiuti. Il saldo sarà molto salato.

La casistica in effetti è varia. Dal 2008 sino a tutto il 2011 l’abitazione principale è stata esente da imposta sugli immobili. Se il proprietario risiedeva anagraficamente nell'immobile fantasma o vi dimorava abitualmente, si salva dal recupero di carattere patrimoniale: ma il Comune potrà contestare l'evasione della Tarsu.

Verosimilmente parliamo di fabbricati che non sono mai stati dichiarati ai fini dei tributi comunali, quindi si applica una sanzione che varia dal 100 per cento al 200% dell'importo evaso, per ciascuna tassa.

Non finisce qui. In base all'articolo 37 del Tuir – il Testo unico delle imposte sui redditi – le unità immobiliari non iscritte nel catasto debbono comunque essere dichiarate ai fini Irpef, sulla base di una rendita presunta, perché comunque contribuiscono ad incrementare il “montante” del nostro reddito.

Anche in questo caso vige la regola secondo cui se si tratta di abitazione principale il recupero Irpef potrebbe essere pari allo zero; ma se dovesse trattarsi di immobile di altra natura, il fisco non ci perdonerà.

(g.m.)

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