Disertato l’incontro sul piano degli orari
Come coordinare i tempi degli uffici, delle scuole, dei negozi, degli spettacoli L’architetto Viviani: «E’ un percorso che affianca il regolamento urbanistico»
MASSA. Può una città trovare il giusto tempo? Può cioè arrivare a definire gli orari – i tempi appunto – di lavoro e della famiglia, dei servizi e del tempo libero, armonizzando esigenze, bisogni e in modo che ogni cittadino trovi un giusto equilibrio nel (con)vivere in città? L'intento del PTO - piano territoriale degli orari, strumento previsto dalla legge regionale n.38 del 1998 - dota i comuni di uno strumento di indirizzo socio- economico e di regolazione per la gestione della città. Quindi è possibile. Il problema è capire se i cittadini e le categorie vorranno partecipare al percorso messo in atto dall'amministrazione per definire il piano degli orari visto che mercoledì scorso, al primo incontro pubblico sul PTO, la sala consiliare era vuota. Nessun cittadino (anzi tre), nessun esercente, associazione o categoria. Nessuno. Eppure il PTO è uno strumento necessario per la gestione della attività, scandisce la vita cittadina e si affianca - quindi - alla stesura del regolamento urbanistico. «Il coordinamento degli orari – spiega l'architetto Silvia Viviani responsabile del progetto - è un insieme di progetti comunali che armonizzano i tempi della città, degli orari di apertura dei servizi pubblici e privati al pubblico, dei pubblici esercizi, degli esercizi commerciali e turistici, delle attività culturali e dello spettacolo. Quindi il piano orari, accanto al piano strutturale, intende migliorare gli spazi fisici della città accanto a ciò che non è materiale e fisico, ma riguarda le funzioni della città».
Quindi, accanto al carattere tecnico degli interventi, trova spazio anche una forte valenza politica, che riflette metodi e scelte per rendere più accessibile e vivibile la città. «La città è il luogo della domanda e dell'offerta – continua Viviani - il piano degli orari equilibra domanda e offerta, ma la partecipazione della cittadinanza è fondamentale perchè ognuno di noi ogni giorno è erogatore e fruitore di servizi». E anche se il primo incontro ha lasciato un po' di vuoto e amarezza, è solo l'inizio: il percorso andrà di pari passo con la definizione del regolamento urbanistico. E intanto, aspettando il prossimo incontro, qualche idea c'è già: spostare l'entrata delle scuole superiori alle 8,30. «La concentrazione delle scuole nel centro città – spiega Emma Cordoni - e la coincidenza degli orari d'ingresso e d'uscita degli studenti, creano problemi di percorrenza, di congestione e di inquinamento che si concentrano in una mezz'ora a inizio e fine mattinata. Lo spostamento dell'orario è un'idea banale anche se complicata – visto che si lega a tutta una serie di problemi riguardanti i servizi pubblici, gli studenti fuori città, le esigenze dei genitori e degli insegnanti – ma forse cambierebbe già molto».
Alessio Profetti
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