Il Tirreno

Cercasi investitore per il rilancio dell’aeroporto

di Giovanna Mezzana

Si apre tra poche settimane la gara per affidarne la gestione Chi se l’aggiudica sarà libero di potenziare lo scalo

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MONTIGNOSO. Il 2014 sarà l'anno di svolta per l'aeroporto di Cinquale. È quasi pronto - assicura il sindaco Alessandro Volpi - il bando di gara per l'affidamento (in concessione d'uso) della gestione dello scalo di Cinquale, preannunciato, nel marzo 2013 e con un atto di giunta, dall'Amministrazione Pucci. Due i dati certi. L'aeroporto rimarrà: da Palazzo civico si esclude l'ipotesi di cambiare destinazione d'uso all’area. Secondo: chi si aggiudicherà la gara, gestirà lo scalo per un periodo lungo: nell'atto di giunta della primavera 2013, approvato all'unanimità, si parlava di un affidamento «di nove anni», periodo prorogabile «di ulteriori nove».

Bando in arrivo. «La gara si aprirà molto presto – informa il sindaco Volpi – entro i primi mesi 2014. Gli uffici sono molto avanti con la messa a punto della procedura«. Sarà, come detto, un bando per affidare la gestione dello scalo, oggi ancora in mano all'Aeroclub - Marina di Massa: "ancora", perché il contratto di concessione del gestore attuale sarebbe dovuto scadere il 18 marzo 2013; nel frattempo è però arrivata «una proroga tecnica – precisa il sindaco Volpi – per dare tempo agli uffici di lavorare alla stesura del bando».

L'aeroporto rimane. Cinquale e la Versilia avranno ancora il loro scalo: «È un'area aeroportuale e tale rimarrà tale», sgombra il campo da altre ipotesi (peregrine) il sindaco Volpi. Dovrà farsene una ragione chi sperava nel fanta-progetto di un acquapark al posto degli ultraleggeri. Potrà dormire sonni tranquilli chi paventava il risveglio di incontenibili appetiti di speculatori del mattone, che su quell'area avrebbero visto bene – forse in un altro momento, pre-crisi – residence con piscina e villette a schiera.

Rilancio? Non è ancora stato scritto nero su bianco, ma la gara punta al rilancio dell'aeroporto di Cinquale, che non ha mai vantato grandi numeri, e, di conseguenza, non ha mai riverberato business collaterali e/o di contorno sulla terra apuana. Occasione mancata, a detta di molti, soprattutto perché il brand Forte dei Marmi sarebbe, in questo caso, molto spendibile. Di proprietà del comune di Massa, l'area è adibita ad aeroporto privato – aperto al traffico turistico, nazionale e comunitario – e sotto la giurisdizione della Direzione aeroportuale Firenze-Pisa, come prevede il Codice della navigazione, i regolamenti e le normative in vigore. I crismi ci sono tutti, ma di turisti che salgono e scendono dai velivoli se ne sono visti sempre pochi. Se le intenzioni non verranno cambiate in Zona Cesarini, nel bando di gara per l'affidamento dovrebbe essere prevista la possibilità, da parte del gestore, di fare investimenti nell'area. Che è poi la ragione, non se ne vede altra, per cui si procede a un nuovo affidamento. Vedremo se qualche Cavaliere Bianco, con liquidità da investire, comparirà all'orizzonte. Dovrà tener conto – se il nuovo bando confermerà le linee-guida della delibera della Giunta Pucci – di non avere alcun diritto sul punto-ristoro (è esclusa dalla concessione in ballo l'area occupata dal fabbricato adibito ad esercizio commerciale); che l'elisoccorso (118) non si tocca; che ai paracadusti potrà offrire solo un volo o un caffè (nell'atto di giunta si parla dell’assoluto divieto di effettuare e/o consentire attività di lancio di paracadutisti).

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