Marmettola, rincara il costo di smaltimento
MONTIGNOSO. Marmettola come rifiuto o come sottoprodotto. La guerra di interpretazioni tra ambientalisti, da una parte, e industriali del settore lapideo, dall’altra, continua e si rinforza sotto la...
MONTIGNOSO. Marmettola come rifiuto o come sottoprodotto. La guerra di interpretazioni tra ambientalisti, da una parte, e industriali del settore lapideo, dall’altra, continua e si rinforza sotto la spinta del rincaro delle tariffe dello smaltimento dei rifiuti arrivata con l’anno nuovo. Il prezzo a tonnellata per lo smaltimento del materiale a cava Fornace, l’unica presente nel territorio gestita da Programma ambiente, è infatti passato dai 12 euro dell’anno precedente ai 20 attuali e un altro rincaro è previsto nei prossimi mesi che porterà il prezzo a 32 euro a tonnellata.
Aumenti inevitabili per la discarica che deve fare fronte a spese ingenti per la gestione dei rifiuti, ma che fa storcere il naso agli industriali apuani. A non andare giù agli imprenditori è proprio la classificazione della marmettola come rifiuto. La distinzione d’altronde è molto rilevante per il soggetto che opera nel settore lapideo poiché, il fatto di non includere una sostanza nell’ambito di applicazione della nozione di rifiuto, comporta, per il detentore, il notevole vantaggio di non essere soggetto alle restrittive regole concernenti la gestione dei rifiuti stessi. Si pensi alle fasi di produzione, trasporto e deposito nel sito finale. In altre parole: se è considerato rifiuto l’azienda ha spese nettamente superiori del caso invece che venga considerato sottoprodotto. «Questa classificazione – commenta Andrea Balestri, direttore Associazione Industriali di Massa Carrara - è troppo rigida e rischia di mettere veramente in crisi molte aziende del settore lapideo che già sono in affanno. I costi per lo smaltimento sono troppo alti e inutili».
La normativa vigente sulla materia, secondo gli industriali, è poco chiara e lascia spazio a interpretazioni. «In Lombardia e in Sicilia –continua Balestri – centinaia di tonnellate di marmettola vengono utilizzate come sottoprodotti mentre qui, dal momento che la Regione non se la sente di intervenire sull’argomento, vengono considerate rifiuto. La normativa vigente andrebbe rivista in modo tale che si stabilisca come una soglia di inquinamento oltre la quale la marmettola viene considerata come rifiuto e sotto la quale come sottoprodotto». Gli industriali continuano a sostenere, infatti, che non tutta la marmettola sia inquinante ma che molta di essa possa essere riutilizzata per, ad esempio, i fondi stradali. Diversa è invece l’opinione degli ambientalisti. Italia Nostra, infatti, attraverso il suo consigliere nazionale, Franca Leverotti, ribadisce che «la marmettola contiene numerosi metalli pesanti che penetrano nelle falde freatiche arrivando fino al mare, e che quindi dovrebbe essere considerata come rifiuto speciale e che, nonostante tutto, non sono mai stati effettuati studi approfonditi sulla pericolosità di tali metalli».
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