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Rutili: dalle contravvenzioni si incassano solo spiccioli
MASSA. Ci sono comuni per i quali il “business” delle sanzioni che scattano per chi infrange il Codice della strada rappresenta uno dei pilastri su cui poggiare la cassaforte municipale: non è il...
MASSA. Ci sono comuni per i quali il “business” delle sanzioni che scattano per chi infrange il Codice della strada rappresenta uno dei pilastri su cui poggiare la cassaforte municipale: non è il caso di Massa, assicura l’assessore al bilancio Giovanni Rutili.
«Le multe servono per sanzionare le infrazioni al Codice della strada – specifica il responsabile delle finanze di palazzo civico – e non per fare i bilanci dei comuni».
Dato positivo ma non scontato: da nord a sud nel Belpaese, passando per la virtuosa Toscana, non sono pochi i sindaci e gli assessori al soldo pubblico che “tarano” i conti in base a quanto prevedono di incassare dal capitolo multe. È un po’ come se decidessimo di darci alle spese pazze solo perché in tasca abbiamo una promessa “di pagherò”.
Spinta agli estremi tale prassi rischia di mettere le casse pubbliche a rischio default: anche dopo l’entrata in vigore della norma che consente importi “di favore” per chi salda il proprio debito con “sprint” (leggi il servizio sopra).
Se è verosimile ipotizzare che, incentivati dallo sconto riservato a chi paga entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notifica, saranno sempre di più i cittadini che faranno fronte al loro debito in tempi non biblici (assicurando un flusso di liquidità), dall’altro lato l’incassato sarà inferiore rispetto all’ipotetico quantum che si sarebbe potuto rastrellare con le sanzioni a importo “pieno”. In controtendenza, dunque, rispetto al “così fan tutti”, nel bilancio del comune di Massa, le multe «rappresentano meno dell’ 1% delle entrate correnti (“titolo primo”) – aggiunge l’assessore Rutili – cioè meno di 600mila euro su 70 milioni ».
(g.m.)
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