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la difesa

Chiesta la prova del capello «Andrea Mazzi non era drogato»

MASSA. L’avvocato di Andrea Mazzi, il ventunenne accusato di aver ucciso la notte di Natale Andrea Fruzzetti ed Enrico Baria, ha presentato al giudice un’istanza chiedendo di far decadere la misura...

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MASSA. L’avvocato di Andrea Mazzi, il ventunenne accusato di aver ucciso la notte di Natale Andrea Fruzzetti ed Enrico Baria, ha presentato al giudice un’istanza chiedendo di far decadere la misura cautelare in carcere del suo assistito. Enzo Frediani ha argomentanto la richiesta con un vizio procedurale avvenuto il giorno del primo interrogatorio di Mazzi: il legale non era stato messo nella condizione di tutelare il suo assistito perché non aveva potuto visionare le carte, in mano all’accusa, che avevano portato all’incarcerazione. Vizio che poteva essere superato con un altro interrogatorio dell’indagato nei successivi cinque giorni, ma non è stato fatto. Da qui l’istanza. La richiesta per la concessione dei domiciliari al ventunenne invece è basata sulla mancanza del pericolo di fuga. Ma qui sarà difficile che Frediani possa spuntarla.

Dove l’avvocato però ha messo a segno un altro punto a suo favore - il primo quando ha ottenuto la non convalida del fermo di Mazzi - è stato nella concessione del permesso per una visita medica del ragazzo. Una visita specifica: il dottore entrerà in carcere per fare l’esame del capello, un test che serve alla difesa per dimostrare che Mazzi non era sotto l’effetto degli stupefacenti quando ha colpito a morte Fruzzetti e Baria. E che si è difeso da un’aggressione.

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