Il Tirreno

118, tre automediche per tutta la Provincia

di Manuela D'Angelo
118, tre automediche per tutta la Provincia

In caso di incidente grave sostituiranno le ambulanze che verranno eliminate In servizio un solo medico, sei sono a rischio licenziamento. Sindacati in allarme

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MASSA CARRARA. Le novità in materia di sanità, tagli e ristrutturazioni non si fermano alla perdita della centrale del 118, che verrà trasferita a Viareggio nel 2014, ma vanno ben oltre.

In questi mesi circolano preoccupanti rivelazioni riguardo l'organizzazione del primo soccorso, novità che dovrebbero concretizzarsi la prossima estate, in pieno caos emergenziale. Una fonte sindacale riferisce di tagli pesantissimi che toccherebbero sei medici del 118, di cui tre facenti parte dell'emergenza territoriale e tre dell'emergenza per il soccorso cave.

Auto mediche. Cambia tutto da giugno: intanto verranno introdotte sul territorio provinciale le auto mediche, che dovranno sostituire le ambulanze. Questa in realtà non è proprio una novità, perché la nuova modalità di intervento è già pienamente operativa in altri territori regionali e pare funzioni anche molto bene. In pratica, in caso di incidente grave, a partire sarà l'auto medica con a bordo un medico e un infermiere- autista.

L'auto medica arriva più velocemente sul posto, è subito operativa, è più sicura su strada e permette un intervento più immediato e puntuale. Poi, per il trasferimento del ferito all'ospedale, dovrà comunque intervenire un'ambulanza. Le preoccupazioni di medici e sindacati non sono dunque per la qualità dell'intervento, né tanto meno sono contro l'utilizzo dell'auto medica, che dimostra come la sanità stia cambiando e si stia evolvendo: i problemi in provincia arriveranno perché di queste auto mediche, secondo la fonte sindacale, la Regione ne fornirà soltanto una per Massa, una per Carrara e una per la montagna, Pontemoli e Aulla.

Un solo medico. Cosa significa? Significa che se a Massa si verificassero due incidenti gravi, più o meno nello stesso momento o a distanza anche di mezz'ora, cosa piuttosto frequente soprattutto durante la stagione estiva, il medico a disposizione sarebbe soltanto uno.

Sul secondo incidente (stiamo parlando sempre per ipotesi) dovrebbe intervenire l'ambulanza con a bordo i soccorritori volontari, che come sappiamo, per legge, non possono effettuare nessun tipo di prestazione sanitaria, non hanno competenze specifiche, se non quelle base del primo soccorso, e rischiano il penale qualora la situazione si complichi "sotto le loro mani".

Al soccorritore volontario rimarrebbe esclusivamente il compito di caricare il paziente in ambulanza e trasportarlo a tutta velocità al Pronto Soccorso più vicino, senza poter nemmeno decidere quale pronto soccorso, non essendo in grado di stabilire la tipologia di paziente che sta trasportando, se chirurgico, ginecologico o cardiologico e dunque se debba essere portato a Massa, a Carrara o all'Opa.

Presunti risparmi. Qualcuno si è anche "divertito" a calcolare i potenziali risparmi che l'Azienda sanitaria avrebbe avuto sostituendo le auto mediche con le ambulanze e, a parte il taglio dei medici, pare che gli spostamenti di questi mezzi, già acquistati dalla Regione e pronti per essere consegnati alla Asl 1, addirittura raddoppierebbero. In pratica, tornando all'esempio del nostro primo incidente, se al ferito occorresse il trasferimento all'ospedale, salirebbero con lui sull'ambulanza sia il medico che l'infermiere (quelli arrivati con l'auto medica), lasciando il mezzo sul posto, che poi dovrà essere recuperato in un secondo momento da qualcuno che appositamente verrà riaccompagnato sul luogo dell'incidente.

Tagli ai medici. Il pool dei medici del 118 impegnati nelle emergenze territoriali sono numerosi e si dividono in medici dipendenti della Asl, medici convenzionati con la Asl con contratti a tempo indeterminato e medici convenzionati con contratto a tempo determinato.

I medici che rischiano il posto di lavoro, nell'ambito della ristrutturazione del servizio sanitario, sarebbero proprio sei tra quelli convenzionati a tempo determinato: per loro, dicono sempre le fonti sindacali, il contratto era in scadenza nel 2014 e "casualmente" questo coinciderà con il rinnovamento del servizio.

Ad oggi non ci sono ancora carte firmate, specifica la fonte sindacale; ma i tagli sono stati praticamente decisi.

Il cambiamento, ad ogni modo, è in atto e comunque vada dal prossimo anno bisognerà farci i conti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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