Italia
Tentò di strangolare la moglie incinta lei lo ha denunciato
Da anni la donna subiva violenze fisiche e psicologiche poi ha trovato il coraggio di raccontare tutto alla polizia
CARRARA. Calci e pugni al volto alla moglie. Lo ha fatto per anni, protetto dalle mura domestiche e dalla donna stessa che, quando si presentava al Pronto soccorso, col volto tumefatto, diceva di essere caduta. Non ha avuto pietà per lei neppure quando era incinta: secondo quanto raccolto dalla polizia, a cui la donna si è rivolta per denunciarlo, ha cercato si strangolarla quando la gravidanza era già in stato avanzato.
Una storia che è andata avanti per anni. Una persecuzione, finita con la denuncia della giovane moglie (madre di due figli minorenni) per maltrattamento e lesioni nei confronti di un artigiano 36enne di origini magrebine, da anni residenti in città. L’uomo è stato sottoposto dalla Squadra Anticrimine del Commissariato alle misure cautelari dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento al coniuge. Le indagini hanno preso l’avvio a seguito dell’iniziativa della donna che, disperata, si è rivolta alla Polizia per denunciare le vessazioni subite dal consorte. L’attività investigativa, coordinata dal pm dottoressa Alessandra Conforti, è culminata nella denuncia dell’uomo e nelle misure cautelari dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento al coniuge, emesse dal Gip. del Tribunale di Massa nei confronti del 36enne che è già stato allontanato dall’abitazione ove abitava con la moglie e i figli e non potrà avvicinarsi a loro. La donna ha trovato la forza e il coraggio di denunciare una serie di angherie e soprusi subiti nelle mura domestiche, ove il maghrebino da anni manifestava atteggiamenti morbosi e violenti, malmenandola ripetutamente con calci, pugni al volto e tentativi di strangolamento, anche quando era in gravidanza. Umiliandola e cagionandole così stati di ansia e paura. La signora, infatti, più volte si è presentata col viso tumefatto e con segni evidenti delle aggressioni subite al Pronto Soccorso ove, per paura delle ritorsioni del marito, riferiva di essersi procurata quelle ferite a seguito di cadute accidentali. Le violenze sono continuate anche in presenza dei figli diventati adolescenti, che hanno assistito a tali scene fino all’intervento della Polizia, che ha riportato la serenità nella famiglia, denunciando ed allontanando l’autore dei soprusi. Ora, in attesa del processo penale, non potrà più avvicinarsi a sua moglie e ai figli senza la preventiva autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria.
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