Il Tirreno

Niente mercato di Natale, Avenza sul piede di guerra

di Alessandra Vivoli
Niente mercato di Natale, Avenza sul piede di guerra

I commercianti: hanno cancellato l’evento, dandoci così l’ennesima mazzata L’assessore Traversi: gli ambulanti non dialogano, ci rivolgeremo a quelli di fuori

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CARRARA. «Hanno cancellato il nostro mercato di Natale. Avenza si sente abbandonata: noi commercianti siamo davvero amareggiati. Non avevamo chiesto altro, solo le classiche bancarelle che riescono a portare gente e passeggio anche da noi, non solo a Marina. E invece nulla: le beghe fra le associazioni di ambulanti hanno fatto sì che domenica non ci sarà nulla».

A parlare è il presidente del Centro commerciale naturale di Avenza, Giuliano Torre. E sono molti gli operatori del centro storico, ma anche di via Giovan Pietro a protestare per l’appuntamento mancato con il mercato straordinario. E nel mirino finiscono le associazioni degli ambulanti: sarebbe un loto mancato accordo ad aver fatto saltare i banchi di domenica. Nella querelle interviene anche l’assessore alle Attività Produttive, Fabio Traversi: «A gennaio faremo

Torre (Ccn): delusi per la cancellazione del mercato. «Prima ad occuparsi dell’organizzazione erano le circoscrizioni, poi lo scorso anno lo abbiamo fatto noi del Ccn, non senza difficoltà e polemiche con una delle associazioni - comincia con lo spiegare Torre - Quest’anno volevamo fare lo stesso, e trattandosi di mercati straordinari, da regolamento comunale, non ci sarebbe stato bisogno di un bando. Ne abbiamo cominciato a parlare a fine novembre: ma non è stato trovato l’accordo. Quindi nulla, le bancarelle non si faranno. È una grande delusione perché per beghe fra associazioni e il mancato intervento del Comune i commercianti in sede fissa si ritrovano a prendere quello che cade dall’alto. E Avenza è ancora una volta la Cenerentola di turno».

I commercianti: si ricordano di noi solo per le tasse. La protesta per il mercato di Natale cancellato arriva fino in via Giovan Pietro.

«La verità è che siamo abbandonati - dice Sara Ambrosini del negozio per bambini “Coccodrilli”- Si ricordano di noi quando ci sono le tasse da pagare, ma solo in quell’occasione non siamo cittadini di serie B. Per il resto basta vedere come ci hanno cancellato il mercato di Natale: per noi negozianti è l’occasione di avere un po’ di passeggio in una zona, da via Giovan Pietro al centro storico, dove non manca nulla, solo qualche iniziativa per portare gente. Ci hanno dato una mazzata, senza nulla togliere a nessuno, però nel territorio non esistono solo Carrara e Marina, ci siamo anche noi e la voglia di lavorare, come abbiamo dimostrato, ce l’abbiamo tutti».

«Le bancarelle di Natale erano una boccata d’ossigeno - incalza Roberto Cucurnia di “Q Quadro” - Ora resta l’amaro in bocca di esserci preparati per un evento che in realtà non ci sarà e su cui tutti contavano. Del resto si sa che i mercati portano gente, e un po’ di passeggio anche qui ad Avenza ci avrebbe fatto davvero comodo».

Dello stesso avviso Stefano Zambelli della pizzeria “Bopn ton”, sempre in via Giovan Pietro: «Il mercato di Natale ha sempre portato tanta gente, ve, il fatto che on verrà fatto non è certo una buona notizia, non solo per noi operatori del commercio, ma anche per i residenti».

La versione degli ambulanti. Galileo Grossi, presidente di Fiva Confcommercio il mercato di Natale lo avrebbe fatto: «E dovevano arrivare anche banchi molto importanti, da Cervia, Firenze e Forte dei Marmi. Poi qualcuno, e non voglio dire di più per non entrare in polemica ha remato contro. E non se ne è fatto nulla».

La versione di Pieropalo Pucci di Anva Confesercenti è diversa: «Non c’era alcun mercato in programma, semmai si è parlato di recuperare i mercati salatati per le alluvioni a Carrara, Marina ed Avenza. Ma per fare questo dobbiamo essere d’accordo anche con la Fiva».

L’ultimatum di Traversi. L’assessore al commercio stavolta parla chiaro. «Le due associazioni di ambulanti non dialogano e questo crea problemi a tutto il territorio - dice - Dal prossimo anno ci metteremo a un tavolo per organizzare i mercati straordinari: se poi gli ambulanti non ne vogliono sapere ci rivolgeremo alle associazioni di fuori provincia. Non si può più andare avanti in questo modo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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