Il Tirreno

Bankitalia occupata, il Comune cerca alloggi alternativi

di Manuela D'Angelo
Bankitalia occupata, il Comune cerca alloggi alternativi

Casa Rossa chiede al prefetto il blocco degli sfratti «Biliardo, divani in pelli negli appartamenti dei bancari»

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MASSA. In alcune stanze della ex banca d'Italia, da domenica scorsa occupata da quattro nuclei famigliari ritrovatisi senza tetto, ci sono ancora i resti della vita sociale dei vecchi dipendenti: un tavolo da biliardo, divani e poltrone in pelle, una libreria piena di enciclopedie e volumi anche pregiati, foto in bianco e nero di giocatori di tennis, attestati di partecipazione a gare sportive.

Come se lì la storia si fosse fermata. Accanto invece, nelle stanze trovate vuote, si sono sistemati Aziz, invalido, con la moglie e i due figli, una giovane madre marocchina, con il bambino piccolo e due cittadini, uno montignosino e uno massese. Hanno luce e acqua allacciate e vivono meglio rispetto alla precedente dimora, Villa Santa Maria, dove sono stati ospiti per molti mesi fino al sopraggiungere dell'inverno, quando le utenze gli furono staccate dai titolari della struttura. «Un contrasto palese- dicono i giovani del collettivo Casa Rossa, che hanno aiutato le famiglie ad occupare gli immobili- ; non a caso abbiamo scelto i locali di una ex banca, potere forte del nostro paese, per farvi alloggiare famiglie in difficoltà. La banca d'Italia si è dimostrata negli anni incurante del proprio bene immobiliare, lasciandolo all'incuria, sfitto, vuoto e nel degrado».

Il collettivo Casa Rossa ricorda che, prima di aver deciso per l'occupazione abusiva degli appartamenti, aveva tentato altre strade, chiedendo l'aiuto delle istituzioni locali, soprattutto di Montignoso (perché la maggior parte degli inquilini è residente in quel comune) e ricevendo sempre risposte evasive e non risolutive del problema di queste famiglie.

Arrivati alle maniere forti, il confronto con la politica è appena iniziato: il collettivo ha incontrato il sindaco di Massa Alessandro Volpi ieri pomeriggio e gli ha formulato tre richieste: una casa, una sistemazione decorosa e definitiva, per tutti e quattro i nuclei famigliari che oggi occupano la ex banca d'Italia; una sanatoria sugli sfratti nei comuni di Massa e di Montignoso e la requisizione di immobili sfitti, sia privati che pubblici, per affidarli alle famiglie senza tetto in graduatoria per le case popolari.

Non appena la prima richiesta, quella della casa immediata, verrà esaudita, il collettivo si dichiara disposto a discutere sulla possibilità di abbandonare la protesta e l'occupazione abusiva.

Il sindaco Alessandro Volpi ha promesso al collettivo che entro 24 ore avrebbe trovato una sistemazione più congrua per tutti gli occupanti, probabilmente in una struttura ricettiva convenzionata con il comune. Riguardo gli altri due punti, Volpi ha chiesto un incontro con il prefetto vicario giovedì prossimo, durante il quale discuteranno della possibilità di adottare strumenti straordinari per il blocco degli sfratti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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