Il Tirreno

Tares, in centinaia assediano la Master: «Rifateci i calcoli»

Il saldo è troppo alto e molti cittadini pensano a un errore Causa affollamento, stop alle prenotazioni già dalle 11

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MASSA. Chi riesce a guadagnare l'uscita dopo aver avuto "udienza" si sente fortunato: anche se gli hanno risposto che deve pagare, che non ci sono sconti, nè errori. Sono attese da due ore e mezza, mediamente, quelle a cui il contribuente massese deve sottoporsi per avere ragguagli sull'esborso Tares, il tributo per il servizio rifiuti che ha sostituito la Tarsu, il cui saldo 2013 è in scadenza.

Ore 11 di ieri, uffici della Master. Rimane deluso chi cerca la macchinetta per strappare un "numerino" e assicurarsi una consulenza chiarificatrice; e magari, far valere anche i propri diritti: a un’informazione trasparente o a un bonus. Lo stop agli "scontrini" è già arrivato. In fila sono già in troppi e il personale rischia di non riuscire a smaltire le code. Si riprende nel pomeriggio, dalle 14 e 30. Ad oltranza.

Sono a decine i massesi che affollano gli sportelli della Master, dopo la proroga di una settimana concessa dal Comune alla scadenza del saldo Tares. Sono lì non per tirare fuori soldi- il modello F24 si paga in banca o alle poste senza commissioni aggiuntive - ma per chiedere chiarimenti. C'è chi pensa a un errore di calcolo perché troppo onerosa è la differenza rispetto a quanto sborsava con il vecchio tributo; chi vuole chiedere se gli sconti ottenuti lo scorso anno sono ancora validi; chi non sa più a che santo votarsi perché consultando le tabelle relative a tariffe e componenti del nucleo familiare ha le idee ancora più confuse (forse perché sono al netto dell'addizionale provinciale e statale).

Angela Maria di Romagnano vive da sola in un alloggio popolare di circa 50 mq, per lei l'esborso Tares 2013 ammonta a 243 euro. «Ma come è possibile che io debba pagare una simile cifra? Abito un alloggio popolare - dettaglia - sono vedova, ho un'invalidità del 75% e vivo con una pensione da 750 euro al mese. Sono qui per chiedere se c'è un errore e se posso almeno godere dello sconto del 30% (per i nuclei familiari con un solo componente, ndr) che mi hanno riconosciuto lo scorso anno, tant'è che di Tarsu pagai 107 euro anziché 157».

Roberta: per la sua seconda casa di 134 mq il salasso Tares è di 600 euro (di cui 358 euro di saldo in scadenza). «Voglio che mi rifacciano i conti sotto gli occhi: è incredibile che rispetto allo scorso anno debba pagare 150 euro in più; mia suocera, ad esempio, rispetto alla Tarsu 2012 paga solo 9 euro di aggravio. Non ci spieghiamo queste discrepanze: se il tributo aumenta, deve aumentare per tutti». Erano le 9 di mattina quando Roberta si presenta agli uffici della Master. Alle 11 e 30 è sempre in coda. Ci fa vedere il numero di prenotazione: prima di lei ci sono circa 120 persone.

Coppia di coniugi, casa da 48 metri quadri, la Tares 2013 ammonta a più di 200 euro. Dopo una lunga fila, il marito esce dagli uffici. «I conti vanno bene: così dicono - ci racconta - Non rimane che pagare. Potrei saldare subito la quota statale che scade oggi (ieri, ndr) e nei prossimi giorni invece quella comunale - riflette - Ma chi me lo fa fare di fare due volte la file in banca? Pago tutto -dice rassegnato - e non ci penso più».

Bilocale, 30 mq, 180 euro di tributo per il 2013. «Buongiorno, sono la moglie di Onassis e sono qui per pagare la Tares di Villa Pitti» sdrammatizza una contribuente mentre saluta un'amica già in fila. «Vengo per quel bugigattolo di Giorgio - le dice - è una cucina e una camera, ed è talmente piccolo che secondo me non ci danno neanche l'abitabilità. Per quel buco dobbiamo pagare 180 euro, 100 euro in più rispetto allo scorso anno».

Giovanna Mezzana

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