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Confartigianato contesta l’ordinanza anti-alcol
«Penalizza solo i locali: è come non vendere più auto per i troppi incidenti» L’associazione delle imprese torna a sollecitare un tavolo di confronto
CARRARA. Si aggiunge un’altra voce polemica nei confronti dell’ordinanza “anti-alcolici”: dopo le perplessità e gli inviti a fare un passo indietro rivolti al sindaco da parte dei Giovani democratici, dalla segreteria comunale del Pd e dai giovani di Confcommercio, adesso è Confartigianato Imprese Massa-Carrara ad uscire allo scoperto. Lo fa, scrive in una nota, «Raccogliendo le forti e diffuse perplessità disapprovazioni giunte dai propri associati», in merito alla rigidità dell'ordinanza che dal 6 dicembre scorso al 20 gennaio 2014 vieta la vendita per asporto delle bevande alcoliche nelle zone della Movida. «Gli operatori - dice Confartigianato - criticano una sorta di approssimazione valutativa che, per comodità, penalizza i gestori delle attività per atti imputabili, senza tema di smentita, ad altri soggetti, palesando, contestualmente, l'incapacità gestionale del fenomeno rilevato dall'Amministrazione, la quale finisce per attivare imposizioni coercitive su chi non è imputabile degli atti conseguenti al consumo di bevande». Ci si chiede, infatti, «quando mai si è assistito alla chiusura di un'armeria in base agli incidenti di caccia o all'interruzione temporale della vendita di motoveicoli o autoveicoli, a seguito del crescere degli incidenti stradali. L'applicazione dell'ordinanza, nei termini in cui è stata redatta, non può che determinare ulteriore impoverimento del giro d'affari nel periodo, quello natalizio, in cui l'acquisto di bottiglie e confezioni regalo si riscontra anche in orari che rientrano nei limiti di tale proibizionismo. Risultato certo che ne saranno penalizzato gli operatori rispettosi delle regole favorendo circolazione abusiva di bevande contrabbandate negli orari off-limits». «La convinta generale disapprovazione - prosegue il documento - non annulla la volontà di contribuire al contenimento di fenomeni lesivi del decoro urbano, della civile convivenza. In tal senso, ritenendo ciò ineludibile ed urgente, Confartigianato chiede al sindaco di convocare tutte le Associazioni di categoria interessate per un'analisi complessiva e condivisa di quanto esposto nelle premesse dell'atto amministrativo, al fine di individuare gli accorgimenti più consoni ad una determinazione che possa avere elementi utili all'attenuazione del fenomeno descritto, eliminando o almeno attenuando gli effetti penalizzanti sugli operatori economici». Ricordiamo che il sindaco, difendendo la sua iniziativa, aveva spiegato che avrebbe fatto il punto dopo le festività di Natale.
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