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Querelle piscine, ricorso al Tar dell’ex gestore Pianeta Sport

Querelle piscine, ricorso al Tar dell’ex gestore Pianeta Sport

Scontro legale tra Comune di Aulla e la società che curava il Centro scolastico della Quercia Impianto chiuso da 6 mesi, a ottobre la decaduta giunta Simoncini aveva tolto la concessione

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AULLA. Alla fine si va allo scontro legale fra la Pianeta Sport, la società di Carasco di Genova che gestiva il centro scolastico sportivo Salvo d'Acquisto di Quercia, le cui piscine sono chiuse da ormai sei mesi, e il Comune di Aulla.

Infatti, Alessandra Parma della Pianeta Sport, interpellata in proposito, annuncia che la società sportiva ha impugnato di fronte al Tar la delibera con cui la defunta giunta comunale di Roberto Simoncini aveva dichiarato, a metà ottobre, decaduta la concessione che consentiva alla società stessa di gestire l'impianto sportivo.

Un ricorso al Tar che va ad aggiungersi a un altro ricorso della Pianeta Sport, risalente al 2010, che aveva per oggetto le presunte mancate manutenzioni straordinarie agli impianti e la contabilità. Il tutto accade mentre qualcosa si muove.

Infatti, il commissario prefettizio Franca Rosa ha emesso una deliberazione, la numero 216 del 5 dicembre, con cui approva il progetto preliminare generale delle opere di manutenzione straordinaria, recupero e risanamento conservativo, nonché di messa a norma del centro scolastico sportivo Salvo D’Acquisto per l'importo complessivo di 350mila euro. Ricordiamo che, a ottobre, la defunta giunta comunale aullese, con apposita delibera, ora impugnata, aveva dichiarato decaduta la concessione che consentiva alla Pianeta Sport di gestire l'impianto sportivo, con la conseguente risoluzione, per inadempimento contrattuale, della convenzione che legava il Comune di Aulla e la Pianeta Sport fino al 2018.

E' la situazione gestionale del centro scolastico sportivo che «non consente – si poteva leggere nella delibera – di proseguire il rapporto con la società concessionaria». Subito dopo la divulgazione pubblica della delibera, però, intervenivano la stessa Alessandra Parma e Paolo Senesi della Pianeta Sport, i quali, innanzitutto, facevano notare che «con lettera al Comune del 14 giugno scorso, l’amministratore e legale rappresentante di Pianeta Sport segnalava, ancora una volta, dopo sette anni di ignorate segnalazioni, le gravissime carenze dell’impianto e la necessità improrogabile di interventi di manutenzione straordinaria, di pertinenza del Comune, tesi a risolvere lo stato drammatico di irregolarità normative e tecniche e, soprattutto, di progressiva insicurezza verso operatori e utenti».

Di conseguenza, la Pianeta Sport sarebbe stata costretta a sospendere l’attività dal primo luglio 2013, «in modo da scongiurare il rischio di incidenti alle persone che avrebbero avuto conseguenze, oltre tutto, di responsabilità con rilevanza penale».

Gianluca Uberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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