Tares, soltanto 4 giorni per pagare il “salasso”
In consegna da ieri i conguagli della tassa rifiuti, scadono il 16. Prime proteste Gli aumenti più pesanti per ortofrutta e bar. Ma stangate anche 200 case
MASSA. La tassa meno attesa è arrivata. E per pagarla ci sono pochissimi giorni: entro lunedì prossimo. È la Tares, erede della Tarsu, cioè la tassa sui rifiuti, i cui avvisi di pagamento sono in fase di consegna: ieri sono arrivati già in molte case, il recapito proseguirà oggi e domani.
Durante l’anno i cittadini hanno già pagato le prime due rate di questo tributo: sotto forma di Tarsu, appunto, pari alla metà del tributo complessivo.
Ora, arriva il conguaglio, che per molti vuol dire salasso. Perchè non comprenderà soltanto il 50% ancora da versare, ma anche altri balzelli: 0,30 centesimi per metro quadrato che andranno direttamente nelle casse dello Stato; un più 5% per pagare “funzioni ambientali”; un ulteriore piccolo aumento perchè la tariffa deve adesso coprire il 100% del costo del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. È stato anche per queste ragioni, cioè per definire aliquote e tariffe che la Tares ha avuto una lunghissima fase di gestazione. «I molteplici interventi legislativi che si sono succeduti a livello nazionale fino a metà novembre, hanno determinato la dilatazione dei tempi di consegna», spiega l’assessore al Bilancio Giovanni Rutili.
In compenso (o meglio, di conseguenza), la Tares dovrà essere pagata subito, entro il 16 dicembre. In altre parole: la richiesta di pagamento arriva a meno di una settimana dalla scadenza. Chi riceverà il bollettino nella giornata di oggi, avrà quattro giorni per mettere mano al portafogli, compilare il modello F24 (si può pagare solo così) e andare alle Poste o in banca a versare il dovuto. E se qualcuno apre la posta in ritardo, se qualcuno non ha tempo o semplicemente non ha i soldi? Una manovra, insomma, che sembra fatta apposta per fare arrabbiare i contribuenti. Già ieri, infatti, agli sportelli di Master ci sono stati i primi reclami, le prime richieste di chiarimento.
Cosa accadrà a chi non paga entro il 16? Sono previste maggiorazioni, fissate per legge, pari al 30% del dovuto. L’orientamento dell’amministrazione comunale è di non “accanirsi” sui ritardatari, ma la decisione di non sanzionare chi paga oltre la scadenza fissata non dipende da palazzo civico ma dal governo. Che, tra l’altro, con la Tares “fa cassa”. Staremo a vedere.
Intanto il Comune ha attivato un servizio straordinario di assistenza per agevolare il saldo della Tares, con il prolungamento degli orari di apertura di Master, tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 15.30 alle 17.30, i cui uffici saranno aperti anche sabato mattina 8.30-12.30. C’è anche una pagina internet: www.comune.massa.ms.it/pagina/tares per avere informazioni e si possono inviare richieste alla mail tares@mastermassa.it.
A complicare le cose (almeno per una parte di cittadini) c’è, poi il fatto che il conguaglio si può pagare solo con il modulo F24 e questo perchè una parte del tributo è di competenza statale. Per saldare, dunque, bisogna rivolgersi al proprio sportello bancario o agli uffici di Poste Italiane.
Chi verrà davvero stangato dalla Tares? Gli aumenti sono generalizzati, anche se qualcuno pagherà addirittura meno, ma in misura diversa, in base al principio: “chi più rifiuti produce, più paga”. Alcuni esempi. Una famiglia di tre persone che vive in un’abitazione di 100 metri deve versare complessivamente 320 euro di Tares, di cui 187 con questa ultima rata. 65 euro di aumento rispetto alla Tarsu.
Ma secondo simulazioni fatte dal Comune ci saranno 150-200 abitazioni – su un totale di oltre 30mila “utenze” – che avranno aumenti molto più pesanti.
E rincari pesanti li subiranno bar, caffè, pasticcerie. Un locale di 100 metri quadrati vedrà la bolletta per i rifiuti lievitare da 1.434 a 1.934. Le prime due rate hanno coperto un importo pari a 717 (la metà della Tarsu), adesso arriverà il bollettone da 1.217. Batosta per pizzerie al taglio, fiorai, pescherie, ortofrutta considerati i più “sporcaccioni”. Un negozio di questa categoria, con una superficie di 100 metri quadrati, pagava lo scorso anno 800 euro. Ora ne deve versare 1.720. La rata in arrivo sarà di 1.320. Risparmieranno invece studi legali e uffici. Per 200 metri la tassa passa da 2.500 a 1.200 euro. Se l’acconto è pari alla metà dello scorso (1.250), il proprietario ha già versato il dovuto, anzi è in credito.
Claudio Figaia
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