Scuole, slittano i lavori e sale la protesta
A Monzone disappunto dei genitori: rimandata di continuo l’apertura del nuovo polo
FIVIZZANO. Slitta la data di ultimazione della nuova scuola di Monzone e i genitori con le rappresentanti di classe esprimono il loro disappunto. «All'incirca un paio di anni fa – si ripercorre la recente storia - gli organi competenti valutarono che l'edificio che ospitava le scuole elementari e medie avesse bisogno di interventi per l'adeguamento antisismico in base alle vigenti norme. Venne presentato così un progetto e, contemporaneamente, ci fu l'impegno di tutti per cercare una sistemazione temporanea che fosse idonea ad accogliere gli scolari».
Quindi l'inizio dell'anno scolastico 2012/13, le medie occuparono l'ex asilo di Gassano e le elementari la ristrutturata ex stazione di Gassano. «Con le promesse e le rassicurazioni fatte - proseguono i genitori - erano tutti fiduciosi e convinti che, passato un anno, tutto sarebbe tornato alla normalità. Poi c'è stato il terremoto del giugno scorso; di sicuro ha comportato un ritardo nell'avanzamento dei lavori, per cui, poco c’è stato da obiettare quando, a settembre, il sospirato rientro nella nuova scuola non è avvenuto. Però nemmeno a ottobre, o i primi di novembre, tanto meno il 2 dicembre scorso, come promesso per l'ennesima volta alla delegazione di rappresentanti di classe andata a chiedere le motivazioni di tanta negligenza all'ufficio tecnico del Comune. Eppure, a seguito di questo incontro, il sindaco Paolo Grassi aveva annunciato ad una trasmissione radiofonica il suo impegno a consegnare una scuola sicura e finita il 30 novembre scorso, con inizio lezioni il 2 dicembre».
Ma è accaduto che il tutto si è bloccato perché una verifica della struttura, effettuata pochi giorni prima dell'ingresso degli alunni «ha messo in evidenza - proseguono i genitori - lacune più o meno grandi, mancanze e dimenticanze». Qui si chiede «dov'era chi si doveva occupare del controllo dei lavori e doveva conoscere le norme di sicurezza e igieniche, chi si doveva assicurare di consegnare un istituto finalmente idoneo ai bambini? Ci si è resi conto del disagio che alunni e insegnanti devono ancora affrontare ogni giorno?».
Per i genitori c'è l'aggiunta di un particolare: la struttura scelta lo scorso anno a carattere provvisorio era infatti in grado di soddisfare le esigenze di una scolaresca con determinate caratteristiche che, però, sono cambiate con l'inizio dell'anno scolastico in corso. «Già presente una pluriclasse (seconda e terza) con 17 alunni, le era riservata l'aula più spaziosa a disposizione ma, con l'ingresso di una prima da 18 scolari, l'unica aula grande non è stata più sufficiente. Unica soluzione: occupare il locale prima adibito a mensa. La prima conseguenza è che- raccontano le rappresentati di classe- in questo modo, i ragazzi sono costretti a portare un panino da casa da consumare rigorosamente in classe. Secondo, la pluriclasse si trova a fare lezione in una zona di passaggio per gli alunni che hanno bisogno di andare in bagno».(m.l.)
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