Il Tirreno

Ronde per difendersi dai furti in casa

Ronde per difendersi dai furti in casa

Esasperati da continue incursioni i residenti di alcune frazioni fivizzanesi hanno formato gruppi di controllo nelle strade

2 MINUTI DI LETTURA





FIVIZZANO. I continui furti che da qualche tempo flagellano il Fivizzanese e alcune frazioni aullesi, hanno indotto i residenti a organizzare una sorta di task force per difendersi dalle incursioni notturne e non, dato che i ladri non disdegnano di penetrare nelle abitazioni all’interno delle quali ci sono ignare famiglie.

E così, stanchi di dover subire queste sgraditissime visite e consapevoli che un territorio vasto e frammentato come quello in cui vivono non può essere coperto in toto dalle già esigue forze dell’ordine su di esso dislocate, i cittadini si sono “armati” di buona volontà e, a gruppi di una decina di persone, di notte pattugliano le zone considerate più a rischio delle molte frazioni fivizzanesi.

L’altra sera, a Pratolungo, ad esempio, è stato sventato un tentativo di furto in una casa nella quale i residenti erano davanti alla tv, inconsapevoli di quanto stava per accadere all’esterno.

Pare infatti che l’insistente abbaiare dei cani abbia attirato l’attenzione di un altro abitante, il qaule ha poi avvisato alcuni vicini che, tutti assieme, sono scesi in strada, con torce elettriche e qualche arma improvvisata, come randelli e spranghe. Pare che siano comparse anche delle armi regolarmente detenute, anche se, come trapela, al solo scopo di scoraggiare, alla vista di esse, eventuali malfattori.

L’emergenza furti è scattata da alcune settimane nelle zone in questione, preceduta da sporadiche intrusioni nelle case che, col passare dei giorni, sono divenute sempre più frequenti.

Evidentemente i malviventi si sentono al sicuro e quindi intensificano i raid, appunto non tralasciando di colpire anche in pieno giorno, approfittando di momentanee assenze dei residenti, o addirittura tentando di entrare anche se all’interno delle abitazioni ci sono persone.

Ed è stato così che ha iniziato a serpeggiare la ribellione a questo stato di cose. Prima sono stati intensificati i controlli, poi qualcuno ha pensato di rinforzare porte e finestre. Ma, a quanto pare, senza far scoraggiare i ladri, vista la quantità di furti, piùo meno riusciti, registrati ultimamente.

Da qui ha preso corpo l’idea di autogestire la sicurezza, per così dire, dei piccoli centri abitati o dei caseggiati sparsi sulle colline, di fatto allestendo gruppi di controllo.

La domanda è se tale estrema inziativa sarà sufficiente ad arginare l’irruenza e la sfrontatezza delle bande che imperversano in questa zona della Lunigiana, arrecando paura e rabbia a persone che, magari dopo aver lavorato una vita, cercano di godersi la casetta messa su con tanti sacrifici.

Fabrizio Palagi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino