Accordo per via Pisacane Ora ci sono i 5,6 milioni
Protocollo di intesa tra Comune, Regione ed Erp per fare il nuovo palazzo Il sindaco: si riconosce che l’intervento è prioritario, in primavera i cantieri
MASSA. È ufficiale: è iniziato il conto alla rovescia. Nei primi mesi del 2014 ruspe, tecnici e muratori al lavoro in via Pisacane. Primo obbiettivo realizzare un palazzo nuovo per 50 famiglie. Poi - e questo è il secondo step - la demolizione del vecchio stabile e la creazione al suo posto di un’area verde.
L’ufficialità c’è perché ci sono gli atti e i soldi. La giunta, infatti, approva il protocollo di intesa tra la Regione, Palazzo civico, proprietario dell’edificio, l’Erp (ente residenza popolare) che lo gestisce e i Comuni che dell’Erp sono soci. Sono stati proprio quei Comuni, infatti, a decidere di concentrare le risorse per consentire la realizzazione di Pisacane 2. Lo hanno fatto in sede di L.o.d.e (livello ottimale di esercizio), organismo in cui sono presenti i 17 sindaci della Provincia, presieduto dal primo cittadino di Massa. In sintesi: la Regione - perché i soldi arrivano da Firenze - destina una cifra all’edilizia popolare in provincia e i Comuni, data un’occhiata allo stabile di via Pisacane, accettano che i 5,6 milioni finiscano lì. Nel protocollo, su cui tutti i soggetti coinvolti hanno apposto la firma, c’è scritto proprio questo: che la priorità, in tema di emergenza abitativa è a Massa e non soltanto - citiamo testualmente - «per l’aumento progressivo di sfratti per morosità e pignoramenti per insolvenza», ma perché l’edificio di via Pisacane non può essere sottoposto ad adeguamento strutturale, ne serve uno nuovo di zecca. E ora ci sono le condizioni per realizzarlo: soldi (da Firenze) e protocollo di intesa. «L’atto - spiega il sindaco Volpi - riconosce il carattere prioritario dell’intervento, l’Erp - e indica la tempistica - ha realizzato la progettazione, a breve andremo a bando. E conto che a primavera i cantieri aprano i battenti».
Del resto in via Pisacane non si dormono sonni tranquilli da un bel po’: nel giugno del 2012 arriva addirittura l’ordinanza di evacuazione precauzionale, a firma Roberto Pucci (poi l’allarme rientra). Le perizie mettono nero su bianco i problemi di natura statica e sismica. Una successiva ordinanza impone la realizzazione di un intervento per il consolidamento statico (in corso), ma per l’adeguamento sismico servirebbero lavori così pesanti che risulta più conveniente demolire il vecchio per ricostruire il nuovo. La giunta Volpi eredita la “patata bollente” e decide, con tanto di atti, di realizzare il nuovo edificio nell’adiacente area verde. Serve, però, una variante: quella fascia diventerà residenziale e viceversa il terreno che ospita il Pisacane, dopo la demolizione, sarà un parco. Una sorta di inversione di destinazioni. Adesso c’è un accordo e ci sono i soldi dalla Regione. Il resto compete ad Erp e al Comune che dovrà anche risolvere il problema nel problema: dei 50 appartamenti nell’edificio 19 sono stati acquistati. Con quei proprietari dovrà essere definito un accordo su superfici e costi.(C.S.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
