Il Tirreno

Missione Congo: la sanità apuana vola nel cuore dell’Africa

CARRARA. La sanità apuana va in Congo, con l’associazione Aita Kwe. L’iniziativa si terrà a partire dal 10 gennaio, quando la missione prenderà l’avvio dall’aeroporto di Roma- Fiumicino, volo verso...

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CARRARA. La sanità apuana va in Congo, con l’associazione Aita Kwe. L’iniziativa si terrà a partire dal 10 gennaio, quando la missione prenderà l’avvio dall’aeroporto di Roma- Fiumicino, volo verso Addis Abeda e da qui Kampala in Uganda per poi proseguire via terra per circa 600 chilometri, destinazione finale Mahagi, nella regione nord orientale del Congo. Una zona che fra l’altro è poco distante (alcune centinaia di chilometri) dal Nord Kivu purtroppo tristemente noto per gli scontri legati alla presenza dei diamanti. Della delegazione fanno parte: Franco Baratta presidente della Aita Kwe (associazione costituita nel 2001); padre Paolo De Lisi della Congregazione dei Missionari di Maria; dottor Maurizio Durno, chirurgo dell’ospedale di Carrara; dottor Stefano Antonelli, anestesista rianimatore, ospedale di Carrara; dottor Maurizio Mazzini, cardiologo presso l’ospedale di Massa. «Andiamo proprio lì – spiega il presidente Franco Baratta – perché da sette anni circa abbiamo contribuito a realizzare un dispensario medico, funzionante abbastanza bene, e stiamo completando una scuola elementare, il tutto realizzato in collaborazione con monsignor Sosthene Ayikuli Adjuwa, vescovo della diocesi di Mahagi-Nioka, che ho conosciuto in occasione del periodo che ha trascorso nelle valli zerasche. Dopo tanti anni di collaborazione, è quindi per noi un motivo di piacere e di orgoglio poter visitare di persona queste opere, e in questi quindici giorni collaborare con gli operatori locali. Ecco spiegata la presenza dei medici, che potranno confrontarsi con gli operatori locali, in particolare c’è una suora che si è laureata in medicina nel maggio scorso e un infermiere professionale.

«La nostra meta - si legge nella nota dell’associazione Aita Kwe - si chiama Sara-Sara, un villaggio a 140 chilometri dallla città di Mahagi sede del vescovado. Una zona molto povera, e nel raggio di 140 chilometri non ci sono altri punti. Sappiamo che c’è un forte afflusso di persone, il bacino d’utenza è di circa quindicimila».

«Tutto quello che l’Aita Kwe ha realizzato- prosegue la nota - l’ha fatto grazie alle offerte raccolte e grazie al cinque per mille. In questi ultimi tempi si è avvicinato all’associazione il commerciante Vittorio Aprili, che sta collaborando con il presidente nella raccolta delle offerte e nell’organizzazione. L’obiettivo ambizioso sarebbe di realizzare un ospedale che contenesse almeno 100 posti letto. Per poter contribuire ad alleviare le sofferenze della popolazione.

Oggi l’associazione è impegnata soprattutto nella Rep. Democristiana del Congo, esattamente nel villaggio di Sarasara dove nel raggio di oltre100 - 140 chilometri non esiste una scuola, mentre per quanto riguarda la sanità da pochi mesi è stato costruito un dispensario medico.

«Chi vuole aiutare- è specificato nella nota dell’associaizone - può offrire il proprio contributo mediante versamento sul conto corrente postale n. 32608556 intestato ad Aita Kwe (tuttti fratelli) O.nlus, via Casola 4, 54003 Avenza (Ms).

Bonifico bancario: IBAN: IT87I 0103024504000063118071 presso la banca M.P.S. Avenza - Carrara.

Chi desidera invece collaborare fattivamente alle iniziative di Aita Kwe può contattare: Franco Baratta tel. 0585 52640 - 349 6613019».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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