Italia
«Eccellenza da difendere» La 28 Aprile raccoglie firme
MASSA. L’associazione 28 Aprile si mobilita a difesa dell’Opa e lo fa organizzando una raccolta di firme tra i cittadini, una petizione per impedire il temuto e programmato spostamento del Punta...
MASSA. L’associazione 28 Aprile si mobilita a difesa dell’Opa e lo fa organizzando una raccolta di firme tra i cittadini, una petizione per impedire il temuto e programmato spostamento del Punta nascita (attualmente a Montepepe - a dieci metri di distanza dalla Cardiochirurgia infantile) al nuovo ospedale “delle Apuane” in costruzione in viale Mattei. Una separazione che potrebbe voler dire – questo è il timore degli Arancioni ma anche dello stesso primario della Cardiochirurgia neonatale Bruno Murzi, di svariate forze politiche da Sel a Fli a Idv – l’inizio dello smembramento del polo di eccellenza e dell’Opa a favore del Meyer di Firenze.
«Ci sono spinte fortissime per smantellare questo polo di grande livello, un patrimonio di conoscenze sanitarie preziose per la collettività e noi intediamo opporci anche chiedendo aiuto ai cittadini, chiedendo loro una firma a tutela dell’Opa», spiega Elena Cordoni della 28 Aprile. «Se si indebolisce la Cardiochirurgia neonatale – ragiona Lorenzo Pascucci, anche lui degli Arancioni (alla conferenza stampa di presentazione della campagna c’erano anche Carmen Menchini, Franca Leonardi, Fabrizio Brizzi) – sottraendole il Materno infantile, le mire di Firenze per portare alMeyer questa eccellenza diventeranno meno contrastabili. È chiaro che un centro come questo porta anche consensi politici e gli interessi sono tanti».
Ma gli Arancioni mettono in evidenza anche un’altra questione. «L’Opa : ricordano Cordoni e Leonardi – occupa oggi 300 dipendenti altamente specializzati, è un notevole indotto economico e attrae pazienti da tutta Italia e anche dall’estero. Tutto ciò grazie alla scelta lungimirante compiuta nel 1997 dal consiglio regionale della Toscana che decise di creare un unico punto nascita provinciale e di farlo all’Opa. E di farlo qui proprio perchè qui c’è la Cardiochirurgia infantile. Una scelta sostenuta da ingenti risorse, circa 13 miliardi di lire, e concretizzatasi nel 2006. Il centro è in costante crescita ed è oggi l’unico a disporre di posti letto per assistenza di terzo livello».
In altre parole, dicono gli Arancioni, ci sono state scelte ben precise e soldi pubblici spesi per creare il Materno infantile all’Opa. E ciò «non può essere messo in discussione solo perchè quando è stato progettato l’ospedale unico qualcuno ha previsto il posto per l’ostetricia nella nuova struttura, senza conoscere le decisioni precedentemente assunte».
La raccolta firme avverrà per canali tradizionali (porta a porta, gazebo) e sul on line (collegandosi ad avaaz.org.it.
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