I Ferri con Berlusconi i “carraresi” con Alfano
Benedetti, Porzano e Rivieri entrano in Forza Italia, Caruso: «Sto riflettendo» La nuova geografia del centrodestra locale. Intanto ha chiuso la sede del Pdl
MASSA. I Ferri – il consigliere regionale Iacopo e il sottosegretario alla Giustizia Cosimo – e il loro gruppo con Forza Italia; i carraresi del gruppo di Lanmarco Laquidara con Nuovo centrodestra (cioè con Alfano); Lucio Barani “autonomo” ma più sulle posizioni di Berlusconi; alla finestra Stefano Caruso e altri esponenti di area. La geografia del (ex) Pdl locale all’indomani della scissione è questo. Un quadro frammentato, come quello nazionale, in cui molte delle truppe berlusconiane non hanno ancora deciso come riposizionarsi.
C’è da dire, tuttavia, che qui in provincia di Massa Carrara il centrodestra è “frantumato” da tempo, diviso in gruppi e fazioni che spesso si guardano in cagnesco. Basti ricordare, in proposito, quanto è successo alle recenti elezioni amministrative di Massa. Quando, dopo mesi di appelli “all’unita del centrodestra”, il partito si presentò in ordine sparso: Caruso sotto le insegne del Pdl “ufficiale”, Benedetti con una lista personale (insieme non raggiunsero il 10%: record negativo per un movimento che alle Politiche del 2008, era, a Massa, al 34,5%).
L’asse principale del centrodestra è comunque rimasto fedele a Silvio Berlusconi. Iacopo Ferri, consigliere regionale è con lui e così tutti i suoi alleati Benedetti ha nei giorni scorsi, prima della scissione, recapitato a Silvio Berlusconi, Angelino Alfano, Maurizio Gasparri e Altero Matteoli un appello all'unità del Pdl firmato da 300 residenti di Massa, mentre Mauro Rivieri, che assieme a Stefano Porzano è tra i rappresentanti più in vista di questa ala del partito, ha incontrato Maurizio Gasparri – pasdaran del Cavaliere –per rinnovare da parte dei dirigenti e iscritti massesi «la solidarietà al presidente Silvio Berlusconi, informandolo che la stragrande maggioranza degli attuali dirigenti e iscritti del Pdl di Massa aderirà subito alla nuova Forza Italia».
Sulla linea “alfaniana”, sembrano schierarsi invece molti degli iscritti vicini a Lanmarco Laquidara, carrarese, berlusconiano della prima ora, ma legato anche a Maurizio Lupi, uno dei ministri “dissidenti”.
Chi, invece, non ha preso (ancora) posizione è Stefano Caruso: «Il partito a livello locale non ha mai discusso della questione, io sto riflettendo, mi confronterò con il coordinatore (il consigliere regionale Stefano Mugnai). Di sicuro non mi piace quanto sta succedendo:l’abbandono del territorio, le “puttane” politiche che scelgono l’uno o l’altro per mera convenzienza...», dice il consigliere comunale.
Intanto, ed è un altro segno di questa crisi, la sede del Pdl di viale Chiesa è stata chiusa. Le chiavi dei locali son state riconsegnate ai proprietari, il centrodestra massese non ha più un luogo di riferimento.(c.f.)
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