Il Tirreno

FRATELLI D’ITALIA

«Opere incompiute sull’Appennino di Filattiera»

FILATTIERA. Circa 15 anni fa il Comune acquistò terreni e un fabbricato in località Logarghena, all’interno del perimetro del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, con lo scopo, si disse,...

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FILATTIERA. Circa 15 anni fa il Comune acquistò terreni e un fabbricato in località Logarghena, all’interno del perimetro del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, con lo scopo, si disse, forse, di trasformarlo in “Centro studi e ricerche faunistico-forestali di Logarghena”.            

La consigliera regionale Marina Staccioli, con i colleghi di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli e Paolo Marcheschi chiede delle spiegazioni: «Dopo tre lustri, la cifra spesa ammonta a un milione e 300mila euro, l’immobile risulta non essere mai stato terminato e quindi usato, totalmente abbandonato e già danneggiato e saccheggiato e ora altri soldi saranno spesi per ripristinarlo e renderlo finalmente agibile. Ma non è chiaro neanche con quali criteri si sia potuta progettare una tale tipologia di struttura in una zona montana, protetta e di alto valore naturalistico. L’immobile è stato infatti costruito come un normale palazzo di civile abitazione ed è evidente per chiunque quanto sia completamente in contrasto con l’ambiente circostante - aggiunge Staccioli - e naturalmente sia gli artefici del progetto che chi l’ha approvato erano totalmente all’oscuro dell’esistenza di tecniche di architettura, di costruzione e materiali ecosostenibili, impianti fotovoltaici, energie pulite e rinnovabili.  Bioedilizia, ahimè questa sconosciuta nel nostro territorio. In un periodo di crisi come questo, in un momento in cui si taglia anche su sanità e istruzione, e si vedono i risultati, è così che i nostri Enti decidono di utilizzare i soldi pubblici. Ritengo doverose delle spiegazioni sulle scelte delle amministrazioni comunali di Filattiera e sull’eventuale possibilità di danno erariale».

Interviene anche il consigliere Piero Marchetti sempre di Fdi: «Da anni lamento lo sperpero di denaro pubblico effettuato da Comuni in opere mai utilizzate e presto obsolete. E' sicuro però che a breve, grazie anche all'intervento dei consiglieri regionali, gli organi preposti saranno in grado di fornire in maniera adeguata le risposte che lo stesso e la cittadinanza aspettano da anni».

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