Il presidio
Tornano sotto accusa gli amici di Tenerani
Omicidio Esposito, il gip: «No all’archiviazione, si proceda per rissa e, per due, per favoreggiamento»
CARRARA. Il gip del tribunale della Spezia, Diana Brusacà, ha sciolto la riserva, nel procedimento contro gli amici di Davide Tenerani (il surfista carrarese che il 26 febbraio 2011 uccise Jonathan Esposito alla Spezia); il gip in particolare ha ordinato l'imputazione coatta per i quattro amici carraresi di Tenerani: per due di essi, anche per il reato di favoreggiamento; per tutti, per rissa.
Ora il pm Maurizio Caporuscio ha 10 giorni per formulare l'imputazione e per valutare la posizione dell'amica di Tenerano, Virginia Battistini in merito all’eventuale reato di favoreggiamento.
I quattro amici carraresi per i quali il gip ha rigettato la richiesta di archiviazione avanzata dal pm sono tutti di 26 anni: Gabriele Alibani, Mario Solinas, Alessio Calendi e Luca Bogazzi. I legali di parte civile, gli avvocati Cesare Bruzzi Alieti e Luigi Fornaciari Chittoni, hanno molto insistito perché si arrivare all’imputazione escludendo l’archiviazione e hanno preannunciato che si costituiranno parte civile per i familiari di Jonathan Esposito.
Ricordiamo che per l’omicio di esposito, Davide Tenerani è stato condannato a dieci anni con rito abbreviato.
Tornando alla decisione del gip, fra l’altro scrive, spiegando i motivi per i quali a suo avviso la richiesta di archiviazione non può essere accolta: «Dalla lettura degli atti, emerge pacificamente che la notte del fatto vi fu una rissa tra tutti gli odierni indagati (compreso Tenerani) e altri ragazzi spezzini divisi in fazioni contrapposte. All’esito della rissa e in conseguenza di questa vi fu il decesso di Esposito Jonathan. Dalla lettura delle sentenze emerge chiaramente il coinvolgimento di Gabriele Alibani, di Luca Bogazzi, di Mario Solinas e di Alessio Calendi per il reato di rissa. Non risulta questa la sede in cui valutare approfonditamente e definitivamente il problema della utilizzabilità delle dichiarazioni che hanno portato all’individuazione degli odierni indagati come i partecipanti alla rissa. Ad analoghe conclusioni deve pervenirsi in ordine al reato di favoreggiamento per Calendi e Alibani tenuto conto delle condotte tenute immediatamente dopo la fuga. In particolare - aggiunge il gip Brusacà - risulta che su indicazione di Tenerani (allorquando già tutti erano consapevoli del decesso dell’Esposito in quanto Alibani riceveva una telefonata da Sara Sergiampietri che lo informava del fatto), Calendi e Alibani (nonchè l’altra occupante l’autovettura, Virginia Battistini) disattivavano i loro telefoni cellulari, si recavano a Marina di Carrara presso un appartamento in uso al Tenerani ove provvedevano a lavarsi e cambiarsi i vestiti. Quelli indossati da tutti e quattro erano quindi presi in consegna da Calendi che si incaricava di lavarli portandoli presso l’abitazione di sua nonna ove nel pomeriggio su indicazione dello stesso Calendi, erano rinvenuti e sequestrati». Secondo il gip «vi sono pertanto elementi sufficienti per sostenere un’accusa in giudizio per entrambi i reati di rissa e favoreggiamento (il reato di favoreggiamento solo a carico di Alibani e Calendi)». Entro 10 giorni il pm dovrà formulare l’imputazione.
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