Meteo
«Simoncini ha affidato ruoli illegittimi»
Lucio Barani si rivolge al ministro Alfano: un sindaco già sfiduciato non poteva assegnare incarichi importanti
AULLA. Il senatore Lucio Barani entra a gamba tesa nell'infuocata atmosfera politica che ha fatto seguito alla defenestrazione dalla poltrona di sindaco di Roberto Simoncini. Lo fa attraverso una interrogazione al ministro dell'Interno, nella quale chiama in causa uno dei fedelissimi dell'ex sindaco di Aulla, il dirigente comunale all'urbanistica Ivano Pepe, tra l'altro indagato nell'inchiesta sui tre ponti che devono prendere il posto di quelli crollati durante la spaventosa alluvione del 25 ottobre 2011 in Lunigiana.
Barani cita Pepe in riferimento a una delibera della giunta comunale, la n. 183 del 16 ottobre scorso, approvata nel periodo che è intercorso tra la presentazione della mozione di sfiducia contro Simoncini e la sua votazione e conseguente approvazione in consiglio comunale: con questa delibera si chiedeva, preventivamente, all'eventuale futuro commissario prefettizio il mantenimento in essere di due incarichi fiduciari affidati dall'allora sindaco Simoncini, incarichi che, a quanto pare, non possono avere durata superiore al mandato elettivo del sindaco.
Uno di questi due incarichi è quello di Pepe in qualità di dirigente comunale all'urbanistica, ma Barani non ci sta e attacca questo modus operandi: «Ragioni di opportunità politica, nonché di trasparenza amministrativa, dovrebbero indurre - sottolinea Barani - un sindaco sfiduciato dalla sua stessa maggioranza, anche se la mozione di sfiducia non era stata ancora votata, ad astenersi da simili iniziative e a procedere con delibere di giunta solo in casi di estrema gravità o emergenza. Inoltre, l'architetto Pepe, il cui contratto di lavoro è inequivocabilmente legato alla durata in carica del sindaco, anche successivamente alla decadenza di quest'ultimo a causa dell'approvazione della mozione di sfiducia, continuava ad emettere numerose determine dirigenziali anche dopo il 23 ottobre scorso».
Di conseguenza, Barani chiede al ministro Alfano «se non rinvenga profili di illegittimità riguardo a una così copiosa e repentina approvazione di delibere di giunta in un lasso temporale decisamente ristretto, per di più a seguito della presentazione di una formale mozione di sfiducia al sindaco, e se non ritenga che la delibera di giunta n. 183 del 16 ottobre sia da considerarsi nulla».
Infine, nell'interrogazione di Barani c'è un piccolo "giallo" sul ruolo dell'ex assessore Silvia Magnani nella vicenda: infatti, secondo Barani, l'ex assessore «avrebbe reso noto di non aver partecipato, come invece riportato sulla delibera n. 183, alla riunione della giunta comunale del 16 ottobre scorso». Il commissario prefettizio: accetterà o meno di prolungare l'incarico di Pepe nel ruolo di dirigente all'urbanistica? (g.u.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
