Mirteto, nel mirino i lavori del 2009
Prima udienza sulla frana che costò la vita a Manfredi. In aula gli investigatori ricostruiscono le fasi salienti dell’inchiesta
Il 31 ottobre del 2010 la collina sopra via Montalbano cede e travolge Aldo Manfredi, 45 anni, autotrasportatore. Non è la prima volta che il fango si abbatte su quel versante, il 2 aprile del 2009 una colata “minaccia” alcune case, anche quella della famiglia Manfredi e per un periodo scattano le evacuazioni. Ma tra quelle due frane accade qualcosa: vengono realizzati alcuni lavori.
E su quei lavori si concentrano le indagini degli inquirenti e ora quelle stesse opere sono l’argomento su cui si focalizzano, in aula, le domande del pubblico ministero Rossella Soffio.A tre anni dalla morte del camionista si apre il processo: sei gli imputati, con l’accusa di omicidio e disastro colposi. Alla sbarra Carlo Mariani, geometra del Comune, l’ingegnere Andrea Bontempi, anche lui dipendente di Palazzo civico, Giuseppe Rebecchi e Alessandro Migliorelli, titolari della ditta “Fratelli Rebecchi”, Jacopo Baroni (rappresentante della ditta Rb escavazioni) e il geologo Riccardo Barbieri.
Ieri la prima udienza: di fronte ai giudici Giovanni Sgambati (presidente), Elisabetta Congiusta e Fabrizio Garofalo, hanno risposto alle domande del pubblico ministero Rossella Soffio alcuni degli inquirenti e degli uomini della squadra mobile che hanno svolto le indagini.
Sono stati ripercorsi i momenti salienti dell’inchiesta e indicati tutti gli atti acquisiti nei fascicoli e riguardanti, nello specifico, i lavori effettuati in via Montalbano, a Mirteto, dopo la prima frana, quella dell’aprile 2009. Prossima udienza il 15 novembre.
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