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«Le slot non le tolgo: grazie a loro combatto la crisi»

«Le slot non le tolgo: grazie a loro combatto la crisi»

Riccardi, titolare di Bonnie&Clyde, risponde al bar Bonotti: «Perché non smette di vendere anche sigarette e alcol?»

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Nessuna feroce polemica, soltanto un attacco ironico a quello che definisce un eccesso di buonismo. «Devo dire che a me quando i clienti mettono qualche decina di euro nelle slot machine mi fanno un piacere perché così guadagno qualche soldino. Di questi tempi non è peccato. Anche perché è lo Stato che ha legalizzato questo tipo di giochi ed è lo Stato quello che guadagna la fetta più grande della torta». A parlare è Angelo Riccardi, titolare del pub Bonnie&Clyde che leggendo dell’iniziativa del Nuovo bar Bonotti di Montignoso ha deciso di rispondere al collega Antonio Vannucci: «Tratta sigarette e alcol, aspetto che la sua redenzione si completi con il diniego a vendere questa merce così pericolosa per la salute delle persone. E anche i gratta e vinci dovrebbe tenere in un cassetto, anziché pubblicizzare le vincite milionarie con tanto di cartello in vetrina».

Riccardi non vuole passare per guastafeste ma neppure vuole sottoscrivere la moda del politicamente corretto: «Le slot machine sono gestite dallo Stato, non stiamo parlando di giochi clandestini, e quindi non vedo perché io mi debba sentire in colpa se continuo a offrire questo tipo di servizio. In fondo mi attengo alla legge, ho messo il cartello che spiega alle persone che può causare dipendenza. Come ogni attività, poi, spero che renda molto. Non si può fare troppo gli schizzinosi, specie di questi tempi. Dico questo senza voler fare polemica, ma non mi piace l’ipocrisia: perché le slot machine sì e i gratta e vinci no? Sapete quanta gente si rovina con quei tagliandi?».

Non poteva mancare la replica di Vannucci, titolare del Nuovo bar Bonotti. Non si offende e anzi sta al gioco: «Capisco bene che con quelle macchinette si guadagnano dei soldi ma ho deciso che non le volevo più nel mio locale. Sigarette, alcolici e gratta e vinci mi servono per incassare. Altrimenti per cosa abbiamo aperto l’attività? Per beneficenza?». L’idea di Antonio piace, anche se non a tutti: «I miei colleghi che mantengono accese le macchinette non fanno nulla di sbagliato, ma allo stesso tempo io che decido di spegnerle per sempre non devo essere criticato. Anche se in passato hanno criticato persone ben più importati e rivoluzionarie di me».

Vannucci in queste settimane sta cercando di organizzare un’iniziativa nel suo bar, come gli hanno chiesto i ragazzi di un’associazione massese: «I giovani di Per un mondo unito hanno chiesto di venire a Montignoso nel mio locale una domenica per dire no al gioco di azzardo. Io ho aderito alla loro richiesta, dobbiamo trovare la giornata giusta per farlo, ma non credo di vorrà molto tempo». Al Bonnie&Clyde invece si continua a giocare tra un panino e l’altro. Angelo sorride: «L’importante è che nessuno venga a dire che è colpa nostra se c’è chi si rovina con le slot. Ognuno è responsabile delle proprie azioni, la nostra attività è legale e ci sono delle leggi che la regolamentano. Quindi le macchinette non si toccano. A Montignoso facciano come credono».

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