«Non fateci lasciare sporco l’ospedale»
L’appello delle operaie della Dussmann: con il turno ridotto di mezz’ora non riusciamo più a finire bene il nostro lavoro
CARRARA. «Noi non ce la facciamo a lasciare l’ospedale sporco. Prima di essere lavoratrici siamo cittadine e abbiamo rispetto dei pazienti, tutti potremmo trovarci dalla loro parte. Ma in due ore e mezzo non si può pulire bene un reparto: questo deve essere chiaro».
È questa la voce di protesta delle lavoratrici della Dussmann che ieri, alle 9 e 30 precise hanno dovuto lasciare in tutta fretta i reparti in cui stavano facendo le pulizie. Non terminando il lavoro.
È così dall’inizio della settimana dopo che la ditta ha tagliato mezz’ora dai loro turni. «E per aver lasciato i carrelli in reparto, lunedì mattina - dicono alcune delle lavoratrici - si parla già di lettere di contestazione da parte dell’azienda che potrebbero arrivarci nei prossimi giorni».
Ma nemmeno questa eventualità delle lettere di contestazione ha fermato la protesta delle addette alle pulizie dell’ospedale. Ed è con grande amarezza che ancora una volta hanno incrociato scope e palette per la seconda volta allo scadere del nuovo e ridotto orario di turno, ieri mattina alle 9 e 30.
«Il fatto - dicono - è che però noi non ce la sentiamo di lasciare l’ospedale così, senza aver finito di pulire tutto per bene, come abbiamo fatto fino a una settimana fa. Quello che chiediamo è che rivedano il taglio d’orario perché altrimenti, alla fine a rimetterci saranno i degenti ed è quello che non vogliamo».
La protesta . Pulire un reparto di ospedale, dai vetri alle porte fino ai pavimenti e ai letti e alle terrazze in due ore e mezzo. Rispettando i tempi delle colazioni e delle medicazioni.
«Vuol dire - spiegano le lavoratrici - montare in turno alle 6 del mattino e, dall’inizio di questa settimana, finire il turno alle 9 e 30: una corsa contro il tempo. Un orario in cui non riusciamo a stare. Quando l’azienda ha calcolato i tempi di prestazione lo ha fatto a reparto vuoto: noi invece lo facciamo con i pazienti dentro ed è tutto molto più complicato».
Una corsa contro il tempo per non finire più alle 10. Perché la ditta che gestisce le pulizie in ospedale ha deciso di “tagliare” mezz’ora dal turno (non toccando, questo è bene ricordarlo reparti ad alto rischio come il Pronto soccorso, le sale operatorie e la rianimazione) e lo ha comunicato alle dipendenti sabato scorso.
«Il fatto è che quando si lavora come noi, nei reparti, non si fanno i conti a porte chiuse, quando non c’è nessuno dentro come ha fatto l’azienda - Se un paziente sta male e magari vomita per terra è nostro dovere, morale oltrechè meramente lavorativo, pulire. Non si possono lasciare i pazienti in condizioni di disagio: noi ci pensiamo sempre, al loro posto ci potrebbe essere chiunque di noi».
Ed è proprio per questo motivo, per il dovere morale che le operaie della Dussmann chiedono all’azienda di rivedere quel giro di vite sull’orario: «Per noi anche mezz’ora è importante, perché - concludono - con l’orario precedente arrivavamo giusto in tempo a finire tutto. Pensare di fare tutto prima per noi è impensabile».
Il primario: solidale con le lavoratrici. Comincia con sottolineare una cosa MaurizioCantore, primario di Oncologia.
«L’ospedale è pulito - precisa - Basta vedere il nostro reparto, dove c’è il passaggio di molta gente, e tutto è in ordine».
E poi aggiunge.
«Sono a conoscenza delle problematiche delle addette alle pulizie - spiega - Posso solo dire che sono solidale con loro perché, soprattutto con noi del quarto piano si sono sempre dimostrate più che disponibili. Basti pensare che ogni mercoledì qui ci sono concerti e in media una sessantina di persone: ebbene le addette alle pulizie hanno semrpe dato la disponibilità ad anticipare o posticipare il turno per fare in modo che il reparto poi fosse tutto in ordine e pulito».
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