Il Tirreno

Maxi evasione previdenziale nel call center

Maxi evasione previdenziale nel call center

La Finanza ha scoperto 389 lavoratori irregolari in una azienda operativa tra Spezia e Massa Carrara

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SARZANA. La Guardia di Finanza ha scoperto una maxi evasione previdenziale e contributiva per oltre 2 milioni di euro da parte di un call center operante nelle zona tra Spezia e la provincia apuana, individuando la posizione irregolare di 389 operatori. I militari della Tenenza di Sarzana, coordinati dalla Procura della Spezia, hanno eseguito un approfondito controllo in materia di disciplina sul lavoro e di contrasto al fenomeno del lavoro sommerso ed irregolare nei confronti di un’azienda operante nell’ambito della provincia spezzina e di quella apuana nel settore dei servizi di telemarketing (call center).

«Le Fiamme Gialle - si legge in un comunicato - hanno individuato 389 lavoratori irregolari, la cui posizione è ora al vaglio dei competenti organismi previdenziali e assistenziali (Inps e Inail) i quali, pur introdotti nell’azienda con il “contratto di lavoro a progetto” hanno in realtà esercitato mansioni e compiti di lavoratori dipendenti assoggettati a vincolo di subordinazione da parte del datore di lavoro, con chiare implicazioni in relazione alle retribuzioni riconosciute e ai contributi versati, risultati essere inferiori rispetto al dovuto sulla base degli incarichi effettivamente svolti».

Accanto all’analisi dei documenti e delle scritture contabili, i finanzieri hanno proceduto, nel corso di più di un anno di accertamenti e verifiche incrociate, all’acquisizione di notizie e testimonianze da parte di quasi 200 persone che, a vario titolo, hanno prestato la propria opera all’interno del call center.

«Pertanto - aggiunge la nota - è stato possibile determinare le reali mansioni ricoperte dagli operatori di sala all’interno dell’azienda e formulare, per ognuno di essi, sulla base dei riscontri documentali e delle testimonianze ricevute, un quadro di compiti e funzioni decisamente diverso da quello contrattualmente pattuito. Si è così giunti, grazie anche a fattiva e preziosa collaborazione da parte della Direzione territoriale del Lavoro della Spezia, a riqualificare l’assetto previdenziale-assicurativo dei lavoratori individuati attraverso la rideterminazione di una maggiore base imponibile sottratta alla contribuzione obbligatoria pari ad oltre due milioni di euro. Ma le indagini condotte delle Fiamme Gialle sarzanesi anche sul versante penale-giudiziario hanno permesso di portare alla luce un inusuale modo di incentivazione alle vendite fatto di invettive, offese e pratiche lesive della dignità personale dirette nei confronti delle operatrici. Un sistema attuato da 4 persone dello staff del call center, responsabili di sala con incarichi di controllo, descritto da decine e decine di testimonianze rese agli inquirenti, il cui fine era quello di incrementare la produttività di ogni singola operatrice con metodi certamente non conformi a normali pratiche di promotion marketing».

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