Il Tirreno

«Forze dell’ordine sempre preziose sul territorio»

«Forze dell’ordine sempre preziose sul territorio»

La giornata dell’Unità d’Italia a Bagnone: in primo piano anche l’emergenza lavoro e la crisi in provincia

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BAGNONE. Nella giornata che celebra le forze armate e l’Unità d’Italia, Bagnone ricorda i suoi caduti nelle due guerre mondiali. Una cerimonia che ha posto l’accento sul sacrificio di molti militari che provenivano da questo territorio. Nel complesso monumentale, eretto nel 1929 dal senatore Ferdinando Quartieri per commemorare il figlio Lorenzo e le altre vittime del primo conflitto mondiale, i nomi di questi 174 soldati sono incisi nelle due tavole in bronzo a lato della Vittoria Alata. A fianco ad essi successivamente sono state poste altre due tavole bronzee, con i nomi di coloro che persero la vita nella Seconda Guerra Mondiale, facendo pagare un alto tributo di sangue a Bagnone: le vittime sono state 147 tra i quali trentatre civili e partigiani. Il sindaco Gianfranco Lazzeroni li ha ricordati tutti, indistintamente, perché ad essi vanno garantiti «riconoscenza e rispetto». Secondo il primo cittadino sono tre gli imperativi da perseguire: «Il primo imperativo è operare per la Pace, per un mondo più giusto, per la collaborazione tra i popoli e le culture; una società a più voci è più capace di dare risposte ai problemi dello sviluppo equilibrato e giusto; per questo fine i nostri militari sono costantemente impegnati in vari scenari nel mondo, anche in questo caso con un pesante tributo di giovani vite. Il secondo impegno è da chiedere alla politica: nel periodo difficile che il Paese sta vivendo dobbiamo chiedere a gran voce una assunzione di responsabilità, una risposta di dignità. E’ necessario recuperare una sintonia tra le istituzioni e il Paese e un tale sentimento può trovare le condizioni solo attraverso la riconquista di una fiducia che rischia di essere definitivamente compromessa. Al primo posto deve essere il bene comune, i problemi del lavoro e dell’occupazione dei giovani, le condizioni dignitose di vita della parte che viene sempre più emarginata. Non è dignitoso e sopportabile anteporre interessi personali, di parte e di partito e mettere a repentaglio il destino del Paese e l’interesse dei suoi cittadini; a questa prassi dovrà pure essere espresso un fermo e indignato no. E’ responsabilità di tutte le forze politiche, nessuna esclusa, agire per determinare questo cambio di rotta. Il terzo impegno è rivolto alla coscienza di ciascuno perché, secondo il proprio ruolo, nella professione, negli incarichi pubblici, nella vita quotidiana, si operi con serietà e onestà: un reale cambiamento non può avvenire e non può essere atteso dall’alto ma ciascuno deve contribuire e produrre il primo cambiamento nella sfera etica e morale individuale».

Da parte sua, il viceprefetto Reggente Anna Mitrano ha detto fra l’altro che «alle future generazioni abbiamo il dovere di trasmettere i valori dell’odierna celebrazione e delle pagine di storia che hanno dato origine alla nostra democrazia. Valori che in questa provincia, segnata da criticità economiche ed ambientali, non sono solo testimonianza del passato – ha precisato il Viceprefetto - ma continuano ad essere onorati nella quotidianità del servizio da tutte le componenti istituzionali presenti sul territorio. In particolare, dalle «Forze operative Militari, di Polizia e Vigili del Fuoco, i quali, con il prezioso fattivo contribuito del volontariato e della Croce Rossa Italiana - ha proseguito Mitrano - hanno gestito nell’ultimo biennio i gravi eventi alluvionali e il sisma del giugno scorso». Ed ha aggiunto: «Il modo migliore per celebrare la Giornata dell’Unità Nazionale e la Festa delle Forze Armate è avere anche la consapevolezza che chiunque, in primo luogo chi ricopre responsabilità istituzionali e pubbliche, deve lavorare con assoluta determinazione perché vengano al più presto garantite migliori e dignitose condizioni di vita, impegnandosi per uno sviluppo armonico ed equilibrato dell’economia, con l’obiettivo condiviso di contribuire alla sicurezza sociale. In questa ricorrenza, quindi, un particolare pensiero deve essere rivolto ai lavoratori ed alle loro famiglie che si trovano in difficoltà per aver perso il lavoro ed ai disoccupati, giovani e non, alle imprese in crisi». (l.bo.)

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